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Medici non specializzati, il Veneto va avanti

Venezia – Sono 301 i giovani medici laureati e abilitati, ma non specializzati, che hanno aderito al bando della Regione per l’assunzione nella branca di medicina e geriatria negli ospedali veneti. Si aggiungono ai 223 che avevano aderito all’analogo bando per i Pronto Soccorso, per un totale di 524 candidati a entrare nel sistema sanitario ospedaliero. Ne dà notizia il presidente della Regione, Luca Zaia, al termine della selezione dei due bandi varati in agosto dalla giunta veneta per far fronte alla carenza di medici.

“Andiamo avanti convinti – ha commentato Zaia – perché abbiamo preso un impegno con la gente e abbiamo la volontà di risolvere i problemi, non certo di crearli. Con una serie di iniziative rispondiamo a una crisi grave, a una carenza medici in Italia e in Veneto. Questi 523 giovani – aggiunge Zaia – sono medici veri e propri. Non si deve dimenticare che i medici laureati e abilitati, anche se non ancora specializzati, possono già fare le guardie mediche per legge nazionale e che, nelle nostre intenzioni, dopo un periodo di ulteriore formazione, affiancheranno i colleghi strutturati e svolgeranno attività perfettamente in linea con la laurea e la preparazione che hanno”.

“I numeri di questi due bandi sono molto significativi – ha aggiunto l’assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin –, e confermano come i giovani medici abbiano voglia di mettersi alla prova e iniziare un percorso lavorativo. Stiamo anche lavorando con le Università per concordare le modalità attraverso le quali inserire negli ospedali gli specializzandi agli ultimi anni di percorso. Il tutto fa parte di una strategia su più fronti, alla quale spero si aggiunga presto un altro tassello: si tratta di un emendamento, che ho presentato in Quinta commissione del consiglio regionale nell’ambito del lavoro in atto sul Pdl 462, che detta disposizioni in materia di politiche sanitarie e sociali, con il quale rispondiamo all’allarme lanciato da 200 direttori di pronto soccorso di tutta Italia sul rischio di non poter più coprire nemmeno i turni quotidiani”.

L’emendamento Lanzarin prevede che possano accedere ai concorsi indetti dal Sistema sanitario regionale, fino al 31 dicembre 2021, i medici che, in 10 anni di attività, abbiano maturato almeno quattro anni di servizio, anche se non continuativo, in un pronto soccorso, o che possano documentare ore di lavoro svolte pari a quattro anni. Questi medici, una volta assunti, potranno accedere in soprannumero alle Scuole di specialità tramite specifici protocolli tra la Regione e le università.

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