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La politica va in scena nonostante l’acqua alta

Venezia – “Si sa, il prossimo anno ci sono le elezioni regionali e la Lega vuole essere la prima Regione d’Italia ad approvare il bilancio per il prossimo 2020. Per raggiungere questo obbiettivo sono state previste sedute fiume fino a tarda notte, anche se, ad oggi, sì è abbondantemente in anticipo sui tempi previsti per legge.Pare però che questa foia di approvare il bilancio sia sfuggita di mano alla maggioranza leghista ed abbia raggiunto livelli di sconsideratezza persino più alti della marea straordinaria di quasi due metri che ieri ha allagato Venezia”.

Sono furenti i consiglieri regionali del Coordinamento Veneto 2020 Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto) che sottolineano come, “nonostante la marea eccezionale fosse ampiamente prevista e nonostante le condizioni meteo peggiorassero a vista d’occhio, con venti a circa cento chilometri orari, la seduta del Consiglio regionale è stata sciolta solo alle 22, e cioè quando le condizioni della sede di Palazzo Ferro-Fini erano ormai paragonabili a quelle di una palude”.

“Poco importa – aggiungono – se questo ha comportato un grave pericolo per tutti coloro, in primo luogo i dipendenti (commessi, personale degli uffici a supporto dell’assemblea) la cui presenza è necessaria  al funzionamento dell’assemblea, che si trovavano in Consiglio regionale e che sono dovuti rientrare a casa nel bel mezzo di una delle più gravi situazioni metereologiche che abbiano mai interessato Venezia.”

“E la nostra non è certo una teatralizzazione – concludono Bartelle, Ruzzante e Guarda – le condizioni erano oggettivamente critiche, come pure riportano i giornali stamane,  due persone hanno perso la vita e i danni alla città sono incalcolabili”.

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