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Decreto fiscale, critiche da Confcommercio

Vicenza – “Prima la fattura elettronica, poi i corrispettivi telematici e infine, con il Decreto fiscale approvato qualche settimana fa, le sanzioni in caso di mancato utilizzo del Pos e la lotteria degli scontrini. Ce n’è abbastanza per far salire la febbre di un settore, quello del commercio e dei pubblici esercizi, che già deve far fronte alle difficoltà del calo dei consumi. Così non va: la musica deve cambiare già in fase di discussione della Legge finanziaria”.

Sono parole di Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza, affidate ad una nota diffusa oggi, nella quale l’assopciazione di categoria raccomanda che si vada verso un reale abbattimento dei costi sulle transazioni, “perché qui – sottolinea il presidente Confcommercio – sta il maggior disincentivo ad utilizzare i terminali Pos, soprattutto per i piccoli importi”. Importante anche, secondo l’associazione, è che “sia rivista l’impostazione della lotteria degli scontrini, che non può certo partire il primo gennaio 2020”.

Confcommercio ricorda che la questione di abbattere le commissioni su bancomat e carte di credito è affrontata seriamente solo dalle associazioni di categoria, impegnate a stringere accordi convenienti con gli istituti di credito per conto dei propri soci. “Se ci riusciamo noi – incalza Rebecca -, a convincere le banche ad abbassare i costi, perché non può farcela lo Stato? Incentivare i pagamenti tracciabili per combattere l’evasione può essere un’equazione condivisibile, ma il conto non può essere presentato solo alle categorie del commercio e del turismo. Basti pensare che, secondo una stima di Fipe-Confcommercio, se tutti i clienti cominciassero a pagare caffè e cappuccino al bar con il bancomat o la carta di credito, i locali  pagherebbero alle banche un miliardo di euro l’anno in commissioni. O esoneriamo il commerciante da quest’obbligo, ad esempio sotto i 30 euro, oppure lo esoneriamo dal pagamento, azzerando le commissioni sotto la stessa cifra”.

Invece il governo ha previsto di mettere a bilancio 80 milioni di euro per il credito d’imposta finalizzati, al ristorno di commissioni a carico delle imprese che accettano i pagamenti elettronici. “Troppo poco – avverte Rebecca –, così come appare sproporzionata la sanzione prevista per chi non accetta le carte, soprattutto in presenza di importi minimi. E poi mi chiedo: chi si trova in aree poco servite dalla rete telematica, perché marginali, come fa?” Risposte che mancano anche su un altro corto circuito normativo innescato dal Decreto fiscale. “Dal primo gennaio, infatti, dovrebbe partire la lotteria degli scontrini, che può funzionare solo con registratori di cassa telematici, di cui però i negozianti possono dotarsi entro il 30 giugno 2020, grazie ad un’apposita moratoria. Urge una proroga anche per la lotteria, dunque, ma anche su questo fronte tutto tace”.

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