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Da sinistra: Giuseppe Iannucci, Giovanni Pavesi e Salvatore Barra
Da sinistra: Giuseppe Iannucci, Giovanni Pavesi e Salvatore Barra

Al San Bortolo nuovi mezzi contro l’ictus

Vicenza – È stato installato per la prima volta in Veneto, nel reparto di Neuroradiologia di Vicenza, un software innovativo e all’avanguardia nella diagnosi dell’ictus ischemico in fase acuta. Il software, denominato Rapid, utilizza la metodica TC o RM ed è stato ideato alla Stanford University. Il nuovo software è stato presentato oggi, all’ospedale San Bortolo, dal direttore generale dell’Azienda Ulss 8 Berica, Giovanni Pavesi, dal direttore sanitario, Salvatore Barra, e dal direttore dell’unità operativa complessa di Neuroradiologia, Giuseppe Iannucci.

“Ci sembra giusto – ha commentato Pavesi – tenere alta l’asticella dell’innovazione tecnologica al San Bortolo, un ospedale che è cresciuto perché ha sempre avuto il coraggio di proiettarsi nel futuro. È nel nostro interesse dare ai nostri specialisti strumenti, come il software Rapid, che consentano di approcciare in maniera efficace patologie importanti, in questo caso l’ictus e l’ischemia acuta. Con questo nuovo sistema saremo in grado di avere una rapidità d’intervento e avremo una capacità di leggere i problemi con maggiore efficienza. Questo nostro approccio non si basa soltanto sulla voglia di crescere, bensì di dare ai cittadini servizi sempre migliori”.

L’ictus ischemico acuto è una patologia acuta tempo-dipendente, per la quale la selezione del paziente candidabile alle varie terapie, risulta fondamentale per il buon esito clinico e deve potersi attuare nel minor tempo possibile. In Italia i casi nuovi di ictus ischemico acuto ammontano ad almeno 100 mila ogni anno e il numero dei pazienti che riceve un trattamento è solo circa il 10%. Spesso il mancato trattamento del paziente deriva da diagnosi errate o tardive e definisce lo stroke ischemico come la prima causa di invalidità grave e la seconda causa di morte.

“Questo nuovo software – ha sottolineato Giuseppe Iannucci, direttore della Neuroradiologia di Vicenza – rende più semplice l’analisi delle immagini, rendendole standardizzate. Questo fa sì che in poco tempo si possa decidere il tipo di trattamento a cui sottoporre il paziente per ‘liberare’ le arterie del cervello. I vantaggi che permette Rapid, infatti, si basano su un taglio netto dei tempi di trattamento che passano così dai venti minuti per un’analisi complessa della TAC ai due minuti. Prevediamo che con questo strumento tratteremo circa 300 pazienti all’anno”.

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