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Chi ha paura del 4 novembre e dell’Inno di Mameli?

Venezia – Maggioranza in consiglio regionale divisa ieri sulla festività del 4 novembre e sull’inno di Mameli. Era stato infatti proposto un ordine del giorno che chiedeva il ripristino della festività nazionale del 4 novembre impegnando anche la giunta “a garantire che nel primo giorno di scuola di ogni anno scolastico, anche con il coinvolgimento delle associazioni combattentistiche e d’arma, si faccia l’alzabandiera e si canti l’inno nazionale”.

La proposta è passata, ma solo grazie al voto favorevole della minoranza (24 voti,) ed è stata bocciata invece dalla maggioranza leghista che ha espresso 11 voti contrari e 6 astenuti. E oggi arriva puntuale il commento dei consiglieri regionali del Coordinamento Veneto 2020, Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), Patrizia Bartelle (Italia in Comune) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto).

“Non è un mistero – sottolineano i tre consiglieri di opposizione – che la Lega e l’Inno nazionale non vadano molto d’accordo. Noi invece siamo molto soddisfatti perché tra le principali associazioni combattentistiche italiane c’è l’Anpi, che conta oltre 120 mila iscritti, senza dubbio impazienti di partecipare all’inaugurazione di ogni anno scolastico per testimoniare ai giovani studenti le atrocità del fascismo e della guerra, tutelando l’onore e il nome del partigiano contro ogni forma di vilipendio o di speculazione”

“Il fascismo – concludono Ruzzante, Guarda e Bartelle – è stato il principale dei mali che hanno  afflitto l’Italia, e l’approvazione di questo ordine del giorno rappresenta un’occasione unica per sensibilizzare i giovani rispetto ai pericoli di qualsiasi forma di tirannia e di assolutismo e fornire supporto a tutti coloro che hanno sofferto e soffrono nella lotta contro i fascismi”.

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