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Vicenza, scelte che dividono per Campo Marzo

Vicenza – Dopo lo schiaffo in faccia preso su Canale 5 con il servizio di Striscia la notiza, ai vicentini arriva un bel gancio sul mento, quasi un colpo da KO, con l’ultimo provvedimento del prefetto Signoriello. Non pago di aver mietuto risultati da record in Campo Marzo, nonostante la sua recente apparizione sulle scene beriche, Signoriello sfodera a suo dire il pugno di ferro e vieta l’accesso all’area verde di fronte alla stazione a tutti le persone denunciate per possesso di stupefacenti, reati contro la persona, ecc.

E udite udite, chi violerà l’ordinanza rischierà fino a tre mesi di carcere. Parole pronunciate nel giorno in cui tutti le forze dell’ordine si sono strette ai familiari degli agenti uccisi a Trieste, manifestando con forza il loro sconcerto di fronte all’impotenza di cui sono armati dallo stato. E così il prefetto Signoriello, nato in provincia di Caserta e laureatosi a Messina, copia e incolla quanto fatto a Bologna e Firenze e per salvare la faccia (visto che in ufficio ha la maglietta con lo slogan #riprendiamocicampomarzo) distribuisce i peggiori delinquenti in giro per tutta la città.

Almeno finora sapevamo dove non mandare a giocare i nostri figli, da domani non potremo neppure mandarli in bicicletta da Laghetto a Polegge, o al parco Retrone (del parco Fornaci si è già detto abbastanza). L’ineffabile (cit.) prefetto in un colpo solo è riuscito a diffondere gli spacciatori come mai prima e sterilizzare l’operato delle forze dell’ordine che se prima si poteva concentrare su 2/3 macroaree, adesso sarà per forza di cose distribuito su gran parte del territorio cittadino e magari anche dei comuni limitrofi.

Vista la cronica e imbarazzante carenza d’organico, direi un raro colpo da maestro. Dulcis in fundo l’incomprensibile atteggiamento passivo del primo cittadino, che aveva fatto man bassa di voti in campagna elettorale facendo leva sulle paure dei Vicentini, ed ora che le paure sono diventate tragicamente realtà scopre di avere la fionda in mano per combattere contro le granate. E le promesse elettorali si trasformano magicamente in bugie ed interventi spot che peggiorano la situazione quotidianamente.

Andrea Maroso – Partito dei veneti Vicenza

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