domenica , 12 Settembre 2021

Stalking e anche una bomba contro la ex fidanzata

Marcon – I carabinieri della Compagnia di Mestre hanno arrestato ieri un vicentino di 55 anni, Paolo Nogara, per una serie atti persecutori ai danni della sua ex fidanzata, in una escalation di violenze e minacce culminata nella fabbricazione di un ordigno artigianale fatto esplodere sotto casa della donna, a Marcon, nel pomeriggio dello scorso 21 ottobre.

L’indagine, condotta dai carabinieri della Sezione operativa del nucleo operativo di Mestre assieme alla stazione carabinieri di Marcon, ha permesso di accertare che l’esplosione era avvenuta intorno alle 16 del 21 ottobre, in Viale San Marco, una delle vie principali di Marcon. A dare l’allarme erano stati i residenti della zona e le persone che erano in strada e nei negozi al momento dell’esplosione. La bomba era stata posizionata a ridosso del cancello pedonale di un condominio, in una zona circoscritta del viale, tra un bar e un panificio molto frequentati ed affollati in quel momento.

La violenta esplosione ha sbalzato l’ordigno per oltre 10 metri in direzione del marciapiede del viale. I carabinieri hanno accertato che la bomba era stata realizzata artigianalmente, utilizzando una bombola metallica al cui interno era stata inserito un gas detonante e fatta esplodere con polvere pirica. La bombola è stata recuperata visibilmente sventrata, con le parti e la valvola di sicurezza proiettate a distanza di molti metri dal punto dello scoppio.

Secondo le dichiarazioni di alcuni testimoni, pochi minuti prima e poi subito dopo, è stato visto un uomo in bicicletta, con un giubbotto nero ed una busta bianca di plastica, che teneva agganciata al manubrio. Le successive dichiarazione rese dalla ex fidanzata del Nogara e le immagini di un sistema di videosorveglianza presente in loco, hanno consentito di individuare quasi subito il responsabile ed effettuare una perquisizione a casa dell’uomo, a Casale sul Sile, nella quale sono stati trovati la bicicletta, gli indumenti ed il materiale di innesco, ovvero polvere pirica e micce.

Dalle denuncia è emerso che la donna aveva subito minacce, vessazioni, insulti, percosse e atti persecutori da parte dell’uomo, ormai da diversi mesi, a causa dell’interruzione della loro relazione sentimentale durata quasi dieci anni. Il Nogara aveva più volte e con diverse modalità, minacciato la donna di “fargliela pagare”. Riscontrata anche la particolare professionalità e dimestichezza del Nogara nel fabbricare ordigni artigianali, anche in relazione a precedenti fatti che lo avevano visto coinvolto e per il quale era stato condannato.

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