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“Screening Pfas a tutti i residenti in Veneto”

Venezia – “Quando abbiamo chiesto alla Regione di allargare lo screening Pfas a tutti i residenti in Veneto, la giunta ci ha risposto di no. La nostra richiesta (Iri n. 760 del 02.05.2019) era conseguente al ritrovamento di un nuovo composto perfluoroalchilico, il C604, nelle acque del Fiume Po le quali vengono utilizzate anche per l’approvvigionamento idrico umano. La giunta, a fine giugno, ci aveva detto che i vari sistemi di filtraggio in funzione consentivano di escludere ogni pericolo e che quindi l’allargamento dello screening non trovava giustificazione”

Così i consiglieri regionali del Coordinamento Veneto 2020, all’opposizione, Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto). “Il 4 ottobre – aggiungono -, al Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, si è tenuto un seminario intitolato Servizio idrico nella bassa pianura veneta: problematiche e interventi dovuti alle mutazioni climatiche e agli inquinanti di nuova generazione nel corso del quale sono intervenuti diversi esperti ed in particolare il dottor Dall’Acqua, di Arpav, che ha parlato dei pericoli connessi alla realizzazione di discariche in zone di ricarica degli acquiferi per il rischio che i percolati delle medesime, contenenti Pfas, possano raggiungere le falde come accaduto con Miteni”.

“Da qui ad ipotizzare – osservano Bartelle, Ruzzante e Guarda – che i percolati delle discariche presenti in Polesine possano aver raggiunto le falde e i fiumi da dove viene attinta l’acqua per il consumo umano, il passo è breve. Per questo abbiamo deciso di rinnovare la nostra richiesta di sottoporre allo screening da Pfas tutti i veneti”.

“Vedremo – concludono i tre consiglieri – se stavolta la Regione deciderà di applicare il principio di massima cautela o se la nostra richiesta risulterà ancora una volta non giustificata. A noi pare che la salute dei veneti debba essere posta al di sopra di ogni altra priorità”.

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