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Concluso il restauro del monumento simbolo di Schio, l’«Omo»

Schio, l’«Omo» torna ad ammirare la sua città

Schio – Dopo i lavori, tolti i ponteggi e la copertura, il monumento al Tessitore, più conosciuto con il nome l’«Omo» è tornato a guardare la sua città e a farsi ammirare dai passanti. Negli ultimi mesi la statua commissionata da Alessandro Rossi e donata alla città il 21 settembre del 1879 è stata infatti sottoposta ad un delicato intervento di restauro.

L’opera, in marmo di Carrara, fu realizzata dallo scultore piemontese Giulio Monteverde e raffigura il tessitore con in mano la navetta, l’arnese del suo lavoro, mentre nel retro sono rappresentate le pezze di tessuto impilate. Sul piedistallo sono incise la dedica del monumento e del suo committente e su otto formelle alcuni motti di pensiero sociale ed economico.

Nel 2003, durante i lavori di sistemazione di piazza Rossi, la statua è stata accidentalmente abbattuta ed è stata ricomposta nel 2004, con l’inserimento di perni metallici, e poi restaurata. Nel 2008 è stato eseguito un intervento manutentivo corredato da indagini magnetometriche e ultrasoniche al fine di verificare la tenuta della ricomposizione e dei perni.

Prima del restauro del 2019 il monumento presentava condizioni di degrado dovute all’esposizione alle intemperie (patina grigia e colature piuttosto evidenti) e al ristagno dell’acqua piovana (formazione di colonie di licheni), pertanto sono state eseguite tutte le operazioni di restauro necessarie alla sua conservazione.

Un particolare trattamento “intensivo” è stato riservato anche al basamento che presentava patine dovute a depositi e disgregazioni. Il Tessitore è stato sottoposto anche a ultrasuoni per valutare la sua integrità strutturale e la profondità delle lesioni.

A completamento delle analisi e della documentazione, lo scorso 18 ottobre è stata eseguita la prima parte delle operazioni di scansione 3D per ottenere una modellazione fedele della statua, che verrà completata nei prossimi mesi.

“Mantenere la memoria del nostro passato è un dovere che si attua anche attraverso il ripristino dei simboli che lo rappresentano – ha commentato il sindaco di Schio, Valter Orsi – e su questo simbolo in particolare credo ci sia poco da aggiungere. Il monumento al Tessitore non è una semplice statua, l'”Omo” è infatti parte del tessuto sociale cittadino e vive con gli scledensi. Ognuno ci si può riconoscere, è davvero uno di noi”.

La statua, ancorché restaurata, è diventata fragile, patisce il peso degli anni e ha bisogno di rispetto e delicatezza. Insomma, per ragioni di incolumità personale e dell'”Omo” stesso, va ammirata alla giusta distanza.

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