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Primavera di bellezza

Vicenza – Forse i maggiorenti del M5S dovrebbero vedersi le interviste del “milanese imbruttito”, un programma su YouTube consacrato al trash. E chissà, dopo un po’ di queste interviste, forse non avrebbero bisogno nemmeno delle analisi di Tullio De Mauro o di escutere l’onnipresente Domenico De Masi, per sapere che gli italiani sono uno dei popoli più ignoranti del pianeta.

Un popolo così – come dalle analisi sull’analfabetismo funzionale e di ritorno, o dalle domandine sulla spiaggia e in discoteca – è difficile che riesca ad intercettare la contraddizione sociale, o che decripti le proposte politiche dei beniamini di turno. Un popolo così, è incapace di scegliere, di partecipare attivamente alla democrazia. Un popolo così è la massa di manovra dei demagoghi italici, una folla ignorante e irrazionale che, nel seguire incondizionatamente il proprio interesse, diventa preda degli interessi degli altri.

Letta junior da Parigi lancia il voto ai sedicenni, e l’Italia colpita da un sasso nell’alveare ha cominciato a ronzare. Il voto ai sedicenni è permesso in pochi paesi: in Europa sono mosche bianche (Austria, Scozia, Germania e Norvegia), ma solo per alcune elezioni territoriali e non per le politiche; fuori d’Europa è presente nei paesi delle demagogie sudamericane e in alcune altre del Sud est asiatico. Insomma, saremmo i primi, o quasi, tra le nazioni avanzate.

E, se da un lato si ha un disperato bisogno di un elettorato preparato che consegni ai suoi portavoce un mandato democratico di qualità, dall’altro si tenta di squalificare il popolo con proposte politiche dannose e fantasiose. L’interesse a tenere l’elettore nella condizione di plebe ondivaga è il chiaro intento dei dominanti, che sottraggono alla gente gli strumenti critici e trascinano verso il basso le sue scelte.

Alla patente di cittadinanza, o al voto ponderato, si preferisce un suffragio sempre più universale e squalificato. E’ certo che i sedicenni, non ancora imbruttiti dall’analfabetismo di ritorno, sapranno almeno qual è la capitale d’Italia, o il numero di regioni, ma saranno ancora più incapaci degli altri di farsi un’idea autonoma dello Stato e della cosa pubblica. Difatti, il proposito di chi ha avuto l’idea è proprio quello di ridurre ad allocco funzionale l’elettore medio, di farlo schiavo di un pensiero dominante, di una guida manovrabile attraverso stampa, televisione… scuola!

Ecco, l’obiettivo di tutto il centrosinistra, ad esempio, è coinvolgere il vasto mondo che negli anni della scuola superiore può generare la temperie a favore di certi partiti e non di altri. L’obiettivo è trasformare i benefici per i lavoratori della scuola in merce di scambio con l’indirizzo politico degli studenti. Ai Letta e ai trombettieri sinistrorsi non frega niente di allargare la base democratica. Ad essi interessano solo le sorti della ditta, il dominio sociale che viene loro dall’egemonia politica.

Giuseppe Di Maio

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