Breaking News

Mercato del lavoro, c’è ancora molto da fare

Come va il mercato del lavoro, l’occupazione, nella nostra provincia? Fa il punto Marina Bergamin, responsabile del Dipartimento mercato del lavoro di Cgil Vicenza…

*****

Vicenza – L’economia è in rallentamento e anche i dati del mercato del lavoro ne risentono. Il saldo tra assunzioni e cessazioni è negativo; Cassa integrazione stabile; ripresa dei contratti a termine e dei part-time involontari… Vicenza sta benino in Veneto, bene rispetto all’Italia, ma dobbiamo stare in guardia, e c’è ancora molto da fare. Oltre che tutelare il lavoro che c’è, serve continuamente alimentarlo e qualificarlo (contrattazione e formazione continua sono strategici) e serve farsi carico dei disoccupati con adeguate politiche attive del lavoro.

Solo così saremo in grado di affrontare un mare ancora molto burrascoso. Anche per Vicenza. Nelle settimane scorse si è analizzato l’andamento del mercato del lavoro a livello regionale. Quelli che seguono sono i dati di Veneto Lavoro a livello provinciale, con una importante premessa: si tratta di dati amministrativi, contratti di lavoro cioè e non persone (che possono avere anche più contratti in un anno).

L’ECONOMIA

“Gli scenari politici internazionali, molto incerti e perturbati, hanno sicuramente influenzato il peggioramento degli indicatori congiunturali”… Esordisce così il report di Veneto Lavoro di settembre 2019 sull’andamento del mercato del lavoro del 2° trimestre dell’anno. Tutti gli indicatori (produzione, export, pil…) si attestano a livelli più bassi di quanto previsto a inizio d’anno.  Il Veneto prevede una crescita dello 0,5%, migliore rispetto a quella nazionale.

E anche i dati dell’occupazione in Veneto (e a Vicenza) sono sensibilmente migliori rispetto a quelli italiani. I dati della Cassa integrazione finora autorizzata a Vicenza sono ancora leggermente inferiori all’uguale periodo del 2018 (ad agosto ‘19 n. 2.008.094 ore autorizzate ad agosto ‘18 n. 2.627.444 ore autorizzate). Come per tutto il Veneto si attende per l’anno in corso una crescita modesta. E come gli analisti e gli imprenditori , anche noi siamo cauti.

IL MERCATO DEL LAVORO

Nel mercato del lavoro il saldo amministrativo tra assunzioni (24.820) e cessazioni (27.165) è negativo per 2.345 unità. Vicenza risulta essere al terzo posto negativo dopo Treviso (-2.600) e Padova (-2.600). Tre provincie fortemente industrializzate e vocate all’export. Rispetto al 2° trimestre 2018 c’è un calo sia delle assunzioni e che delle cessazioni, segno di rallentamento complessivo, che riguarda uomini e donne, italiani e stranieri.

  • Tornano a flettersi i contratti a tempo indeterminato: erano il 22% nel 1° trimestre, il 18,9% nel 2° trimestre ‘19. In crescita, però, le trasformazioni, frutto in particolare del ‘decreto dignità’.
  • Contratti a termine e somministrati rappresentano ora il 73% delle assunzioni, rispetto il 77,6% dell’intero 2018.  Si stanno diffondendo il lavoro somministrato a tempo indeterminato e lo ‘staff leasing’ (quest’ultimo in Veneto ha coinvolto quasi 500 imprese per 1.630 lavoratori). I settori che più hanno utilizzato il lavoro somministrato sono stati il metalmeccanico, seguito da alimentare, legno, chimico, turismo, logistica. Sempre a livello regionale si sono registrati il crollo del numero delle proroghe e della durata media delle missioni.
  • Fermo l’apprendistato al 7,9%.
  • Cresciuti i part-time: 33% oggi, rispetto il 28% del 2018. Sono p.t. soprattutto femminili, spesso non volontari.
  • Leggera crescita del lavoro a chiamata ancora attribuito all’abolizione dei voucher e allo scarso utilizzo dei ‘libretti di famiglia’ e delle prestazioni occasionali.

Le cessazioni sono attribuibili in larga parte (61%) al fine termine dei contratti, seguono le dimissioni (27%), mentre i licenziamenti individuali e collettivi sono il 5% del totale. Lo stock dei disoccupati vicentini immediatamente disponibili al lavoro al 30.6.19 era di 51.395 persone (dati dei CPI, non del tutto ‘puliti’, in realtà inferiori), di cui  22.910 uomini e 28.485 donne, 13.700 stranieri. Si tratta per lo più di adulti (53%) e disoccupati (56,7%), ovvero di chi ha perso il lavoro e lo sta cercando. Molto lavoro da fare ancora, quindi: responsabilità di tutti.

Marina Bergamin – Dipartimento mercato del lavoro Cgil Vicenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *