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Dazi Usa e formaggio Asiago, cosa cambia?

Vicenza – Con i dazi Usa, che entreranno in vigore il prossimo 18 ottobre, si prospettano nuove preoccupazioni per tutta la produzione casearia italiana. Anche Asiago Dop, non espressamente citato nella prima lista informativa resa pubblica lo scorso 2 ottobre, potrebbe subire delle importanti ripercussioni. “La nostra specialità – ha spiegato Fiorenzo Rigoni, presidente del Consorzio tutela formaggio Asiago -, in quanto prodotta con latte vaccino, potrebbe essere a rischio. E’ una situazione che già oggi, in questo clima di incertezza, colpisce la nostra produzione, per questo auspichiamo un dialogo costruttivo con gli Usa, in vista dell’elenco finale”

Sebbene non espressamente citata tra i prodotti che potrebbero cadere sotto la scure delle sanzioni Usa, la produzione di Asiago Dop è infatti sub iudice, con tutta la produzione casearia a latte vaccino italiana. L’incertezza del momento è già un danno, perché gli Usa rappresentano il primo sbocco commerciale, per altro in crescita costante.

“Le nostre aziende – continua Rigoni – hanno investito molto in questo mercato ed oggi, l’aumento dei dazi, potrebbe far salire il costo dell’Asiago Dop, con un danno per i consumatori che dovrebbero pagare dai 3 ai 4 dollari in più al chilogrammo. Un colpo durissimo al quale non vogliamo e non possiamo piegarci. Sappiamo che anche negli Usa molti importatori, ma anche distributori e mondo della ristorazione sono preoccupati. Questa scelta potrebbe mettere a rischio migliaia di posti di lavoro, bloccare gli investimenti e l’intera catena distributiva.”

Il Consorzio tutela formaggio Asiago auspica “che, nelle prossime settimane, ci possa portare ad una profonda revisione dell’elenco dei prodotti italiani e, allo stesso tempo, ad una corale azione da parte delle istituzioni per preservare il valore delle produzioni d’origine protetta europee”.

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