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Lo stabilimento di Trissino della Miteni
Lo stabilimento di Trissino della Miteni

Un studio sulla mortalità tra i lavoratori Miteni

Venezia – Un’autorevole rivista scientifica, la britannica Environmental Research, ha pubblicato uno studio sulla mortalità tra i lavoratori della Rimar, poi Miteni, firmato dai ricercatori Merler e Girardi. Non è passato inosservato naturalmente, e le Rus dell’azienda trissinese sono subito interveniute a commento. “Ferma restando – scrivono in una nota Denis Orsato (Rsu Miteni Uiltec Uil) e Renato Volpiana (Rsu Miteni Filctem Cgil) – la nostra grande preoccupazione di fondo sulla abnorme contaminazione da noi subìta, leggeremo con la dovuta attenzione gli aggiornamenti di questa nuova pubblicazione, richiedendo ed ascoltando il parere degli esperti”.

Anche i consiglieri regionali veneti Ruzzante, Guarda e Bartelle, di opposizione, commentano lo studio dei ricercatori inglesi, soffermandosi soprattutto sulla “mancata presa in carico sanitario da parte della Regione”. I tre consiglieri esortano l’amministrazione regionale ad intervenire a tutela dei lavoratori esposti, ed hanno anche chiesto una audizione degli autori dello studio in Commissione ambiente.

“Dopo la pubblicazione dello studio – scrivono in una nota -, che valuta una aumentata mortalità nei 462 uomini che hanno lavorato almeno sei mesi in Rimar o Miteni, e sottoposti quindi alle più alte concentrazioni sieriche di Pfoa, non possiamo che ribadire la responsabilità della Regione Veneto di agire concretamente in sostegno dei lavoratori esposti ai Perfluoroalchilici. Lo abbiamo esortato, proposto e votato numerose volte durante questi quattro anni e mezzo di mandato e, ancora oggi, sono lasciati in balia di loro stessi, senza alcuna procedura di presa in carico sanitaria. La giunta regionale è chiamata ad ogni provvedimento di urgenza e lo studio non fa altro che confermare quanto sia stringente agire in prevenzione.”

“Ribadiamo – aggiungono – la proposta rilanciata durante la discussione del Piano Socio Sanitario: gli inquinanti, sia gli emergenti che quelli conosciuti ma non ancora normati, non solo debbano essere ricercati nelle matrici ambientali per possibili contaminazioni in prevenzione e tutela della salute, ma debbano essere costantemente monitorati all’interno delle aziende, per adeguare i sistemi di protezione,  visto che i lavoratori sono i primi ad essere esposti e ai livelli più alti in assoluto”.

Sul piano politico, due sono le richieste avanzate da Ruzzante, Guarda e Bartelle: “Chiediamo alla seconda commissione di riunirsi immediatamente alla presenza dei ricercatori Merler e Girardi, per ricevere in audizione i risultati della ricerca, e di acquisire il loro studio agli atti del consiglio regionale. Chiediamo inoltre di porre al voto la nostra richiesta di una nuova commissione d’inchiesta sull’inquinamento da Pfas, stavolta incentrata sulle responsabilità politiche sulle quali finora si è detto troppo poco per non dire nulla”.

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