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Tornano i classici al Teatro Olimpico

Vicenza – Ancora pochi giorni e prenderà il via il 72esimo Ciclo di Spettacoli classici al Teatro Olimpico di Vicenza, con la direzione artistica di Giancarlo Marinelli, dal titolo “Muoiono gli Dei che non sono cari ai giovani”, una evidente inversione semantica della citazione di Menandro “Muore giovane chi è caro agli Dei”. La rassegna si aprirà con una dedica artistica a uno dei grandi maestri della scena italiana, più volte protagonista sul palcoscenico del Teatro palladiano, Giorgio Albertazzi. A lui, e al suo “Memorie di Adriano”, Maurizio Scaparro, regista profondamente legato al Teatro Olimpico, dedica questo evento.

La nuova edizione del festival è comunque la prima del biennio firmato da Marinelli, che aveva già offerto al pubblico di Vicenza una sorta di anteprima nell’aprile scorso, con anticipazioni degli spettacoli che sono ora in programma all’Olimpico, dal 19 settembre al 27 ottobre.

Si tratta di produzioni (tranne una) che saranno presentate in prima assoluta, concepite dagli autori appositamente per lo spazio palladiano. La rassegna teatrale è promossa dal Comune di Vicenza, in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e l’Accademia Olimpica, realizzata con il sostegno della Regione del Veneto.

“Sta per aprirsi – ha sottolineato il sindaco, Francesco Rucco, – una nuova stagione del ciclo di spettacoli classici, affidata a Giancarlo Marinelli, che ha studiato un programma tenendo conto di alcuni elementi che ho ritenuto indispensabili per dare una vera svolta. Mi piaceva l’idea che all’Olimpico si tornasse da dove tutto era iniziato, ai classici greci, che sono alla base della nostra cultura, e che i classici fossero visti per quello che sono: capaci, con un linguaggio che non tramonta mai, di arrivare tanto ai giovani quanto al pubblico di ogni età. Ed ecco che con il direttore artistico abbiamo immaginato una nuova stagione di classici all’Olimpico, di idee e di testi che dagli antichi arrivassero ai nostri giorni. E’ nato un ciclo di spettacoli, pensato su un arco di due anni, che ci auguriamo possa essere apprezzato”.

“È una grande responsabilità e motivo d’orgoglio guidare – ha detto invece il nuovo direttore artistico –  questa avventura che intende rimettere al centro della scena una duplice visione della classicità: da un lato l’aspetto rivoluzionario degli eroi greci nella tragedia e l’essere giovani come eterna condizione del teatro classico, dall’altro l’importanza di questo prezioso spazio teatrale, unico al mondo: perché abitare il Teatro Olimpico, significa sostenere e far vivere la sua monumentale bellezza”.

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