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Smog a Vicenza, minoranza: “Ci vuole ben altro”

Vicenza – “Che senso ha bloccare i veicoli, creando notevoli disagi ai cittadini, quando non si va minimamente a colpire i grandi inquinatori? Che piano ha fatto l’amministrazione comunale, in oltre un anno e mezzo di mandato, sul tema ambientale e sulla salute dei cittadini?” L’amministrazione comunale di cui si parla è quella di Vicenza e a porre le domande è il consigliere comunale di minoranza Raffaele Colombara, della lista Quartieri al centro, alla vigilia della riproposizione, da domani, primo ottobre, dell’ordinanza che impone lo stop dei veicoli inquinanti.

Da più parti del resto si rileva come queste limitazioni alla circolazione dei mezzi più vecchi sia in in realtà una foglia di fico, dato che ad incidere sull’inquinamento atmosferico siano soprattutto altri fattori, come gli impianti di riscaldamento. “Abbiamo – si chiede infatti Colombara in una interrogazione – un censimento delle caldaie vecchie ancora attive in città? Abbiamo creato un piano di contrasto ai Pm10 e Pm2.5 attraverso, per esempio, la piantumazione di nuovi alberi? Come si può proporre una misura del genere, quando si è responsabili della devastazione dei quartieri della città con la folle politica della distruzione del verde pubblico per creare nuovi supermercati, nuovo cemento, nuove strade e meno Ztl?”

“Tutte domande retoriche – continua il consigliere comunale -. Ma una vera domanda ce l’ho, e la pongo all’assessore Siotto, che aveva promesso grandi cambiamenti. Sarà confermata ancora la gestione precedente della cartellonistica per gli sforamenti dei Pm10, con annessi costi di gestione? Perché, è bene che i vicentini lo sappiano, ad ogni cambio di cartellonistica (in base al colore che viene decretato due volte a settimana) la città, o meglio i cittadini, sono costretti a pagare mille euro. Infatti, gli sforamenti delle sostanze inquinanti vengono segnalati con colori diversi: questa amministrazione ha scelto di cambiare di volta in volta i cartelli”.

“E’ uno spreco incredibile – conclude Colombara -, che in altre città, come Padova, non avviene, in quanto la cartellonistica è fissa ed è inclusiva di tutti i colori. Come gruppo consigliare stiamo predisponendo anche un esposto per capire anche cosa ne pensi la Corte dei Conti. La politica ambientale rappresenta il grande tema del futuro, ma per perseguirla serve competenza, sensibilità, intelligenza”.

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