venerdì , 26 Febbraio 2021

Pfas, ecco come depurare meglio le acque

Venezia – Si può fare di meglio sul fronte della depurazione delle acque inquinate da Pfas. A sostenerlo è uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Padova e dal quale è nato un progetto, chiamato WaterPlas e proposto ora al consiglio regionale veneto dal Movimento 5 Stelle. “Già due anni e mezzo fa – ha ricordato Manuel Brusco, presidente pentastellato della commissione regionale d’inchiesta sui Pfas -, avevamo portato all’attenzione del governo regionale uno studio dell’Università di Pisa sull’uso di microrganismi. Oggi proponiamo un rimedio nuovo ed economicamente accessibile, prodotto da un team dell’Università di Padova sulla scorta di studi, tra l’altro, finanziati proprio dalla Regione Veneto”.

“I ricercatori Mirko Magarotto, Cristina Paradisi ed Ester Marotta – ha aggiunto Brusco – hanno spiegato come la tecnologia oggi usata per rimuovere i Pfas dall’acqua utilizzi filtri a carboni attivi, che si saturano rapidamente e diventano materiale da smaltire in quantità enormi. La nuova tecnica prevede invece il trattamento con il cosiddetto Plasma freddo, cioè  una reazione innescata nello strato di aria sopra l’acqua inquinata, mediante scariche elettriche. I test hanno dimostrato che in tempi rapidissimi questa tecnologia riesce ad abbattere il 90% dell’inquinamento da Pfas. Serve ancora un periodo di studi, ma entro un anno si potrebbe passare alla fase di applicazione concreta”.

“Ora si tratta di sostenere il progetto e svilupparlo – ha aggiunto Erika Baldin, anche lei consigliera regionale M5S –, e quindi di capire quali siano le intenzioni del governo regionale. Il territorio veneto è già fin troppo compromesso. Quando una sola industria riesce ad inquinare l’ambiente di tre province, come accaduto per la Miteni di Trissino, vuol dire che la situazione è fuori controllo. Noi non vogliamo innescare polemiche, ma farci portatori delle migliori proposte”.

“Noi del Movimento 5 Stelle – riprende, concludendo, Manuel Brusco – abbiamo denunciato tutto in tempi non sospetti , ma qualcuno ha voluto chiudere gli occhi. Ora la questione ambientale è e sarà la nostra battaglia, in Veneto e fuori. Non deve esserci più spazio per sfuggire alle responsabilità: oggi abbiamo portato una proposta che non deve avere alcun cappello politico, ma mettere in contatto le eccellenze della ricerca veneta con chi le deve valorizzare”.

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