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L’ultimo saluto della Uil a Raffaele Vanni

Da Grazia Chisin, segretria Uil di Vicenza, riceviamo e pubblichiamo questo ricordo di Raffaele Vanni, già segretario  generale Uil

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L’ultimo saluto a Raffaele Vanni , il “diritto ad essere onorato e alla riconoscenza” da parte di tutti i militanti della UIL, in particolare della UIL di Vicenza, un diritto che si deve a uno di quei pochi audaci padri fondatori della nostra organizzazione nel marzo del 1950.

Merita il rispetto e la riconoscenza anche da parte dei lavoratori e delle lavoratrici , avendo speso quasi tutta la sua vita in un forte impegno sociale, speso senza risparmio di energie e di passione civile, snodatosi attraverso le tormentate ma anche esaltanti vicende della storia politica e sociale della repubblica, molte delle quali lo hanno visto fra i protagonisti più affermati esempio poi, abbastanza raro nel mondo d’oggi, di umiltà  e di spirito di servizio; pur essendo stato fin da giovane un alto esponente del Partito Repubblicano, ha rifiutato , dopo l’esperienza al massimo vertice della UIL, gratificanti “collocazioni pubbliche” per rimanere in organizzazione sindacale, nella quale comunque, anche in posizione per così dire più defilata, è restato un punto di riferimento importante.

E’ stato un abile contrattualista, è sempre stato un grande “mediatore” dote che l’aiutava a non portare mai il contrasto e lo scontro alle conseguenze estreme ed irrimediabilmente laceranti. Di questo suo pregio la UIL , nei momenti più acuti delle sue rotture interne , ne ha tratto giovamento.

Silvano Veronese lo ricorda in una vicenda del 1973  sconosciuta a molti, che però rappresenta un altro merito di Vanni: il suo fermo e deciso rifiuto ad intraprendere l’avventura del “sindacato democratico” che gli ambienti conservatori della maggioranza di governo del tempo e la minoranza antiunitaria CISL di Scalia, su pressione dei circoli reazionari di Washington, volevano promuovere perché preoccupati delle “pieghe” che aveva preso la situazione sociale nazionale in contrasto con la “svolta a destra” impressa al quadro politico. A Vanni, per convincerlo, venne persino l’offerta di segretario generale di questo ipotizzato “sindacato democratico”. Il suo rifiuto fu decisivo nel bloccare sul nascere l’avventura di una scelta che avrebbe certamente arrecato danni enorme alle sorti del movimento sindacale. La sua esperienza ed il suo pensiero sono una lezione di viva attualità da trasmettere a chi non ha potuto conoscerlo da vicino.

Grazia Chisin – Segretaria UIL di Vicenza

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