domenica , 7 Marzo 2021

“Il Parlamento deve fare la legge elettorale”

Venezia – “Sulla proposta di referendum su scala regionale per la modica della legge elettorale nazionale, abbiamo scelto il non voto. Siamo sempre favorevoli all’espressione diretta del popolo, quindi non ci opporremmo mai a una consultazione referendaria, ma qui siamo davanti all’ennesima campagna di propaganda di marca leghista”. E’ quanto scrive oggi in una nota il consigliere regionale del veneto del Movimento 5 Stelle Simone Scarabel, parlando a nome di tutto il gruppo consiliare e ricordando che i pentastellati sono Noi del Movimento 5 Stelle “talmente idealisti da essere perfino andati contro l’Italicum che ci avrebbe assicurato al movimento una vittoria elettorale clamorosa”.

“Ma non era la legge più onesta per gli italiani – aggiunge -. Ora quel che vogliamo è a riduzione dei parlamentari, che necessariamente porterà a una riforma dell’intera legge elettorale, ovviamente spostata sul proporzionale, per la garanzia di rappresentanza dei partiti più piccoli. Questo referendum dunque, che al contrario vorrebbe veder prevalere il maggioritario, è una mera speculazione, proposta per l’ennesima volta da una formazione politica che vorrebbe il sistema di voto che le farebbe più comodo. Come voterà adesso la Lega il taglio dei parlamentari? Vorremmo vedere la stessa celerità che vi ha fatto promuovere questo referendum, applicata ad un altro referendum: quello per la separazione  amministrativa tra Venezia e la terraferma, che avete cercato di affossare in tutti i modi”.

“Ma poi ci chiediamo anche –  aggiunge Erika Baldin, intervenuta a sua volta – come mai questa improvvisa necessità di una riforma immediata non l’avete sentita negli ultimi 14 mesi? Dopo la vostra uscita dal governo, forse avete l’interesse di assicuravi più poltrone possibile, in un’unica tornata elettorale, ma non  ve lo permetteremo. E non è tutto: questo referendum è anche gravato da vizi di incostituzionalità, visto che i requisiti fondamentali devono essere quelli dell’essenzialità, chiarezza e inconfondibilità. Invece, già per le quattro pagine di richiami ad articoli, suddivisioni in capitoli e sottocapitoli, siamo di fronte a tutt’altro, ovvero ad a un quesito incomprensibile. Noi vogliamo che la modifica del sistema di voto vada di pari passo con la riduzione dei parlamentari, e questo percorso deve avvenire in Parlamento, come è giusto che sia, nel rispetto della rappresentanza del popolo e delle istituzioni”.

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