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Le sculture gioiello di Salvador Dalì al Museo del Gioiello di Vicenza
Le sculture gioiello di Salvador Dalì al Museo del Gioiello di Vicenza

Il genio di Dalì in mostra al Museo del Gioiello

Vicenza – Il Museo del Gioiello di Vicenza, spazio museale ospitato all’interno della Basilica Palladiana, gestito da Italian Exhibition Group assieme al Comune di Vicenza, ospiterà fino al 27 gennaio 2020 la mostra dal titolo “Arte preziosa: le sculture gioiello di Salvador Dalì”. L’esposizione, inaugurata nei giorni di Vicenzaoro e di Vioff, il fuori fiera ufficiale della manifestazione, si articola in tre sezioni che comprendono 18 sculture prodotte tra il 1949 e il 1979: i Dalì d’Or, le sculture gioiello e le sculture in argento.

Le prime sono dodici opere (dieci di esse esposte nel Museo del Gioiello) che Dalì realizzò in oro puro alla fine degli anni ’60, create per emulare la regalità in tutto il suo sfarzo e splendore, includono specchi magici, pendenti con motivi serpente ed emblemi in onore del sole.

“Le sculture gioiello – spiegano gli organizzatori – rendono omaggio alle più importanti immagini iconografiche di Dalì, come le ballerine, gli angeli e l’orologio. Realizzate in oro 18 carati e tempestate di pietre preziose, diamanti, rubini, smeraldi e zaffiri, ognuna di esse è montata su una base di cristallo di rocca translucida e porta la firma in oro dell’artista. Le sculture in argento sono invece parte di un’edizione limitata, e comprendono Il Profilo del Tempo, opera che richiama il famoso dipinto Persistenza della Memoria, del 1931.

“Questa mostra – ha messo in evidenza il direttore del Museo del Gioiello, Alba Cappellieri, – propone una selezione di opere d’arte che ha lo scopo di raccontare l’eterogeneità artistica di Dalì e la sua ricerca appassionata per esprimersi nello spazio, in tre dimensioni”

“Le opere – ha aggiunto Beniamino Levi, di Dalì Universe – sono emanazioni di alcune sculture di Salvador Dalì che sono state immaginate e tradotte in gioielli e in oro. Dalì è sempre stato interessato agli oggetti preziosi, considerava l’oro una celebrazione dell’anima, un simbolo di purezza. La trasformazione delle sue opere d’arte in preziosi e gioielli è una sorta di prosecuzione di quell’eredità artistica che Dalì continua a lasciarci”.

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