Cresce l’export vicentino verso gli Usa

Vicenza – “Se gli Stati Uniti, i questi giorni, sono scossi dal ventilato impeachment che pende sulla presidenza Trump, i mercati internazionali sono da almeno due anni scossi dai dazi imposti o minacciati dall’amministrazione americana. Ma nonostante questo, gli Usa si confermano il terzo mercato per l’export vicentino, con oltre un miliardo e mezzo di euro nel 2018 e con un potenziale di crescita ancora elevato”.

Sono parole di Remo Pedon, vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega ai mercati esteri, che ricorda anche come, malgrado le difficoltà causate da dazi e incertezze, il primo semestre di export vicentino negli Stati Uniti abbia visto un incremento del 4,2% rispetto al primo semestre 2018, che già era da record. Per questo Confindustria Vicenza sta lanciando nuovi progetti a supporto dell’export berico negli Usa. Molteplici gli obiettivi: favorire la condivisione di informazioni ed esperienze, facilitare la presenza diretta delle aziende sul mercato americano e diffondere la conoscenza delle normative tecniche e commerciali.

Si è tenuto ad esempio il 24 settembre, a Vicenza, presso la sede di Confindustria, una giornata di studio ed approfondimento dedicata alla responsabilità prodotto, per chi esporta negli Usa, e a come prevenire i rischi di un contenzioso . “Sugli standard tecnici ha sottolineato Pedon -, gli Usa hanno una tradizione secolare, molto più antica di quella europea, che li rende a volte a sospettosi nei nostri confronti, tanto che alcuni stati americani sono giunti ad esplicitare che il marchio CE non vale per loro proprio nulla. La mancata conformità di un prodotto è ovviamente poi alla base di cause milionarie, oltre ai rischi reputazionali che ne derivano”.

“Attenzione anche a fornire le informazioni corrette, a partire da quelle che millantano qualità che non possono essere garantite, nei siti internet aziendali; la tutela del cliente, negli Usa  è molto accentuata. È poi necessario un occhio di riguardo ai contratti, alle clausole di responsabilità e alle coperture assicurative, da predisporre con cura e da richiedere possibilmente anche alla filiera dei sub fornitori. Coperture che devono prevedere massimali importanti, possibilmente anche i rischi da richiamo del prodotto e che devono originare da compagnie serie e patrimonializzate”.

Questo è solo l’inizio del percorso che gli industriali vicentini hanno aperto creando una community su LinkedIn denominata Meet Usa, uno spazio dove riunire coloro che operano sul mercato statunitense e stimolare lo scambio di esperienze tecniche e commerciali. Un luogo virtuale che fa da prologo al principale appuntamento dedicato agli Stati Uniti, ovvero “Obiettivo USA”, il grande evento che si terrà il prossimo 22 ottobre presso il Cuoa di Altavilla Vicentina. Organizzato da Confindustria Vicenza, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Cuoa appunto, l’incontro si occuperà di svolgere un’ampia analisi delle politiche commerciali dell’era Trump e dei loro riflessi sulle strategie export delle nostre imprese.

Ma l’unicità di questo appuntamento è data dalla possibilità di approcciare vis a vis i rappresentanti di ben cinque Stati americani, quelli in cui l’industria manifatturiera è più avanzata: Illinois, Indiana, Kentucky, New Jersey e Ohio. Questi dapprima presenteranno, in una tavola rotonda, le chance di fare business grazie anche al contributo di aziende venete ed italiane già presenti in loco; poi saranno a disposizione per incontri personalizzati con le imprese vicentine per spiegare come aprire un proprio stabilimento produttivo o base commerciale negli Usa sia più conveniente di quello che si potrebbe credere, anche per le Pmi. In questo senso a Obiettivo Usa non mancherà poi la possibilità di incontrare gli esperti di Sace/Simest, per valutare che cosa il nostro sistema paese può aggiungere ai tanti incentivi forniti dagli stati americani.

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