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Sanità, 16,4 miliardi in Veneto per il 2019 e il 2020

Carenza di medici, le proposte delle regioni

Venezia – “Abbiamo un pacchetto di proposte concreto, organico e condiviso. La questione è nazionale e urgente, perché mancano 56 mila medici in Italia, dei quali 1300 in Veneto.  Mi auguro che il documento di oggi venga preso in ampia considerazione dal ministro della Salute. Lo scopo è ottenere l’inserimento delle proposte delle Regioni nei primi provvedimenti utili”. Lo ha detto il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia che oggi a Roma, assieme all’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, ha partecipato alla riunione della Conferenza dei presidenti delle Regioni e delle Province autonome, incentrata sul problema della carenza di medici.

“Tutte le Regioni – ha aggiunto Zaia – sono state colpite dagli effetti della mancanza di una corretta programmazione nazionale e adesso occorre intervenire su tutto il sistema della formazione e del reclutamento con misure urgenti, come abbiamo già iniziato a fare in Veneto. Il documento delle Regioni si compone di ben 16 punti, precisi e articolati, ai quali come Veneto abbiamo dato un cospicuo contributo di idee e proposte. Tutte cose che si possono fare presto e bene. Penso ad esempio al tema dell’inserimento negli ospedali dei medici laureati e abilitati ma non ancora specializzati e a quello di poter trattenere i tanti bravi ed efficienti medici che devono per forza andare in pensione a 65 anni dal pubblico, e vanno a lavorare nel privato”.

“Con le iniziative della giunta veneta – ha detto la Lanzarin –, caratterizzate da delibere e azioni concrete, ci siamo mossi da tempo per affrontare l’emergenza nei limiti del possibile, anche attraverso un tavolo con le università e gli Ordini dei medici. Ora è molto importante che tutte le Regioni abbiano definito una posizione comune, che ci darà più forza nel rapporto con il governo, perché è evidente che ancora manca un intervento nazionale che sostenga e accompagni i nostri sforzi. Questa ora rappresenta sicuramente una delle emergenze principali delle Regioni per riuscire a garantire i servizi e mantenere i livelli essenziali di assistenza”.

Il documento di oggi, dal titolo “Proposte riguardanti la carenza di medici specialisti e la valorizzazione delle professioni sanitarie non dirigenziali” si compone di una premessa e di sedici punti, specifici e ampiamente argomentati, relativi a cinque diversi ambiti d’intervento:

  • Interventi inerenti l’accesso al lavoro nel Servizio sanitario nazionale (SSN).
  • Interventi per rendere la formazione più vicina alle mutate esigenze del SSN.
  • Interventi per valorizzare e rendere maggiormente attrattivo il lavoro all’interno del SSN.
  • Interventi per migliorare la programmazione futura dei professionisti del SSN.
  • Interventi di armonizzazione agli standard e ai riferimenti europei in materia di tempi e funzioni.

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