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“Un anno disastroso. Tiene solo l’export”

Vicenza – Non sono buoni gli ultimi dati sulla produzione industriale vicentina, passata in un anno da un +4,28% ad un segno negativo, lo -0,07%. E’ stagnazione conclamata, come rileva anche Confindustria Vicenza nella sua indagine congiunturale per il secondo trimestre 2019, mettendo in evidenza che a tenere è soprattutto l’export verso i paesi europei, assieme all’occupazione.

“In 12 mesi si è rivoltato tutto”. Così il presidente di Confindustria Vicenza, Luciano Vescovi, sintetizza la distanza fra i trend di questa analisi congiunturale svolta sul secondo trimestre 2019 e i dati di un anno fa, quelli del secondo trimestre 2018, periodo che seguiva le elezioni politiche del 4 marzo e l’avvio del governo gialloverde.

“In questo anno – continua Vescovi –, è cambiato fortemente il contesto internazionale e nazionale. Sulle non scelte di politica economico industriale del governo appena caduto, stendiamo un velo pietoso: rinvii, irrigidimenti, litigi, indecisioni, statalismo, assistenzialismo… E’ stato fatto pressoché tutto quello che si poteva fare per frenare una ripresa forte a Nordest ma fiacca nel paese”.

E poi ci sono state le miopie dei leader mondiali, si pensi alla guerra dei dazi Cina-Usa, con la questione iraniana di mezzo, l’assurdo tendente al tragico che sta diventando la Brexit, un’Unione Europea ancora in impasse, senza contare le difficoltà tedesche dovute in primis all’automotive. Tutto ciò si riflette pesantemente sulla nostra economia che, grazie all’intraprendenza degli imprenditori del territorio, riesce ancora a rimanere a galla con l’export verso l’Europa, di cui Vicenza è un distretto totalmente integrato.”.

Quello dell’export verso i mercati dell’Unione Europea è infatti l’unico indice sulle vendite che registra una variazione positiva rispetto ad un anno fa, facendo segnare un +2,36%. Dato che però va ad incrociarsi con l’export verso i mercati extra Ue, che cala e segna un -1,17%.

“L’Istat ci dice che nell’export, per ora, reggiamo meglio di altri – spiega il Presidente di Confindustria Vicenza -. Nel primo trimestre di quest’anno, ad esempio, Torino, seconda provincia esportatrice d’Italia, un gradino sopra Vicenza, è calata di oltre il 10% mentre noi siamo rimasti costanti, anzi, in realtà siamo cresciuti di due milioni di euro. Ora vedremo i dati Istat per il secondo trimestre, ma non so per quanto ancora l’export europeo riuscirà a sopportare il peso del calo di quello mondiale, se non cambiano le cose. Tenendo conto, inoltre, che si sta aggravando la situazione degli ordini. Un anno fa era in calo per solo il 20% delle aziende, mentre oggi poco meno della metà delle imprese ha un portafoglio ordini in calo. Questo dato proietta un’ombra negativa sull’andamento previsto nei prossimi mesi”.

Si conferma il trend negativo, invece, per quanto riguarda il mercato interno, le cui vendite scendono ancora, -1,69%, dopo che calarono anche lo scorso trimestre, del 2,2%, dopo quattro anni di crescita. Stante questi dati, a fronte del 40% delle aziende che dichiara aumenti di produzione, il 33% delle ditte evidenzia cali pro­duttivi determinando un saldo di opinione pari a +7 (+9 nel precedente trimestre; +34 nel secondo trimestre dello scorso anno). Il numero di aziende che denuncia un livello produttivo insoddisfacente rappre­senta il 31% del totale.

La consistenza del portafoglio ordini rimane stabile per il 30%, mentre cala per il 43% delle aziende. Diminuisce leggermente la percentuale di aziende che denunciano tensioni di liquidità (15%) e diminuisce pure la percentuale di aziende che lamenta ritardi negli incassi (14%). I prezzi delle materie prime han­no registrato una variazione pressoché nulla.

Per quanto riguarda infine l’occupazione, si registra un leggero incremento del numero di addetti, pari al +0,7%. Il 60% delle aziende dichiara di aver mante­nuto inalterato il proprio livello occupazionale, il 24% lo ha aumentato, mentre il 16% ha ridotto la propria forza lavoro.

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