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Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)
Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)

Sei milioni per il Reddito di inclusione attiva

Venezia – La Regione Veneto intensifica il suo impegno economico e progettuale per l’inclusione e il reinserimento sociale e lavorativo, per il sostegno all’abitare e la povertà educativa delle fasce socialmente deboli. Il tutto all’interno di un progetto personalizzato di presa in carico. Lo prevede una delibera, approvata dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore alla sanità e sociale, Manuela Lanzarin, che stanzia sei milioni di euro per estendere a tutti i Comuni veneti i programmi d’intervento Ria (Reddito di inclusione attiva), Soa (Sostegno all’abitare) e Pe (Povertà educativa).

“E’ un provvedimento – dice l’assessore – che costituisce la ricetta veneta in alternativa al reddito di cittadinanza. Non si tratta infatti di una forma di assistenzialismo, ma di sostegno alla persona e alla famiglia a tutto tondo, fortemente incardinata sui Comuni (per tramite degli ambiti sociali) e sui servizi a rete del territorio”.

“Il Veneto – aggiunge l’assessore – va molto meglio rispetto alla media italiana, ma anche da noi esiste povertà, nelle sue forme sociali, abitative, educative, e soprattutto disuguaglianza, che preoccupa perché genera marginalità. Nessuno deve restare indietro e, anche se i casi della vita spesso determinano questa situazione, vogliamo renderla il meno impattante possibile. Abbiamo lavorato su dati certi e significativi, che ci hanno fornito la linea migliore da seguire. Non un euro di questi sei milioni sarà destinato senza che sia realmente utile”.

Merita sottolineare che, secondo le statistiche, in Veneto il 21% dei minori affronta alcuni tipi di privazione, come non poter indossare abiti nuovi (Veneto 7,8%, Italia 10,2%), non poter fare una settimana di vacanza lontano da casa (Veneto 15,8%, Italia 25,9%), non poter fare la gita scolastica, sport o altre attività extrascolastiche per motivi economici (Veneto 6,1%, Italia 17,3%). C’è anche chi non possiede giochi o non può invitare amici a casa (Veneto 3,2%, Italia 13,7%).

Gli obbiettivi del Ria sono molteplici. Tra questi, promuovere percorsi di recupero delle capacità residue di inserimento lavorativo in persone in condizioni di fragilità e promuovere percorsi socializzanti che aiutino a mantenere una dignità di vita altrimenti preclusa; sperimentare e consolidare collaborazioni con soggetti pubblici e privati, in particolare con gli Enti del Terzo Settore per permettere non solo inserimenti lavorativi di persone fragili, ma anche occasioni di socializzazione, di percorsi di sostegno all’abitare, di attivazione nell’ambito della comunità di una prospettiva di welfare generativo.

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