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Polo universitario a Lonigo? Risposte subito

Intervento della senatrice Barbara Guidolin, del Movimento 5 Stelle, sulla vicenda del Polo didattico universitario di Lonigo, sul quale gravano sospetti di irregolarità

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Lonigo – Basta aspettare: il nuovo polo universitario di Lonigo è autorizzato, o no?Se il sindaco non fornirà subito risposte attendibili, da parlamentare sono pronta a rivolgermi direttamente al ministro dell’Istruzione. Sappiamo bene quanto i giovani del nostro territorio abbiano desiderio e bisogno di formazione, per poter cogliere le migliori opportunità lavorative ed in questo senso la notizia che l’amministrazione comunale di Lonigo stia  dando avvio ufficiale al Polo didattico universitario periferico sarebbe una notizia da accogliere con favore.

Tuttavia pare che per la struttura, la sede centrale di Milano non abbia presentato alcuna istanza per attivare i corsi accademici. Insomma si tratterebbe di una sede universitaria distaccata, non autorizzata dal Ministero. Cosa significa? I nostri ragazzi dovrebbero frequentare corsi fantasma per poi ottenere titoli di studio senza alcun valore?

Oltre alla presa in giro, si sarebbe di fronte a un danno gravissimo, perché quei titoli di studio potrebbero portare perfino a denunce penali. Come sempre, chiediamo trasparenza e legalità. E’ necessario tutelare i giovani che si accingono ad iscriversi al Polo didattico universitario di Lonigo.

Insieme a Giovanna Battaglia e gli altri attivisti M5S  di Lonigo, mi rivolgo al sindaco e a tutta l’amministrazione comunale per chiedere di rassicurare la cittadinanza e rendere pubblico il decreto autorizzativo che dovrebbe obbligatoriamente figurare in Gazzetta Ufficiale, dove però, da una verifica fatta, sembrerebbe non  esserci, oltretutto mettendo al sicuro il Comune stesso che, in caso di irregolarità dei diplomi, si ritroverebbe ad essere diretto responsabile, pagandone le conseguenze.

Malgrado la richiesta di chiarimento sia già stata fatta da giorni, il sindaco di Lonigo non risponde. Basta tirare fuori dal cassetto quel documento. Se davvero c’è. Io, lo ripeto, sono già pronta a rivolgermi al ministro.

Senatrice Barbara Guidolin

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