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Operaestate mette in scena “L’Elisir d’amore”

Bassano del Grappa – Si rinnova l’appuntamento con la stagione lirica di Operaestate, nella bella cornice del Teatro al Castello Tito Gobbi di Bassano del Grappa.  Domenica 4 agosto, alle 21, andrà in scena il melodramma giocoso in due atti di Gaetano Donizetti “L’Elisir d’amore”, con l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta dal maestro Nicola Simoni, la regia di Yamal Das Irmich  e con il Coro Lirico Veneto.

L’Elisir d’amore, è un’opera capace di trasformare con agile inventiva la risata in sorriso, anche con un po’ di malinconia. Ma ci pensa il dottor Dulcamara, con il suo mirabile specifico e il rincorrersi della celebre cavatina, a riportare l’aria frizzante…

“L’incanto della celebre opera – si legge nella presentazione – si sparge così a piene mani, nel mescolarsi di buffo, di sentimenti e di amori trionfanti. Definita in partitura melodramma giocoso, L’elisir d’amore rientra a pieno titolo nella tradizione dell’opera comica, anche se in essa trova ampio spazio l’elemento patetico, che raggiunge la sua punta più alta nel brano più noto: la romanza cantata dal protagonista Nemorino, Una furtiva lagrima“.

L’opera, che secondo leggende riportate Donizetti scrisse in soli quindici giorni, venne commissionata al compositore bergamasco da Alessandro Lanari, impresario del Teatro della Canobbiana di Milano, dopo il forfait di un altro compositore che doveva scrivergli un’opera nuova per la stagione di primavera 1832.

Donizetti ricorse al più celebre librettista dell’epoca, Felice Romani,  e l’opera andò in scena il 12 maggio 1832 con un enorme successo: alla prima seguirono ben 32 recite. Nonostante la gravosissima pressione riuscì tuttavia a confezionare quello che sarebbe stato – insieme al “Don Pasquale” e alla triade rossiniana formata da “L’Italiana in Algeri”, “Il barbiere di Siviglia” e “La Cenerentola” – uno degli esempi più alti dell’opera comica ottocentesca.

Del tutto originale sarà l’ambientazione della nuova produzione bassanese con la regia affidata al giovane regista Yamal Das Irmich, scondo il quale “L’elisir d’amore” è una storia di dipendenze. Tutti i personaggi ne sono affetti in maniera differente tranne Dulcamara, sovrano dispensatore proprio di dipendenze.

Trasportata la vicenda all’oggi, rappresenta le fake-news e la rete onnipresente, dispensatrice di piaceri illusori se mal utilizzata. E i due giovani Adina e Nemorino, nel loro viaggio verso consapevolezza e maturità, riusciranno a sconfiggere insieme il potere seduttivo di Dulcamara. In caso di maltempo l’opera sarà allestita al Teatri Remondini.

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