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Zaia furioso sull’autonomia. “Una farsa”

Venezia – “Siamo davanti a una farsa, un’autentica farsa. Sono stanco di vedere come alcuni vogliono portare l’autonomia verso l’agonia. Sappiano però che, finchè ci sarò io, l’autonomia non sarà morta né, tanto meno, le istanze dei veneti”. Così il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta l’esito negativo del vertice sull’autonomia che si è tenuto a Roma.

“E’ scandaloso – incalza il governatore – che si continui a prendere in giro i cittadini, non solo i veneti ma anche quelli delle dodici Regioni che hanno avviato passi in direzione dell’autonomia, e che si voglia rieditare il conflitto tra nord e sud. Si vuol trasformare l’autonomia in un cadavere eccellente, ma si sappia che la forza dei 2 milioni 328 mila veneti che hanno votato il nostro referendum per l’autonomia e di quelli di tutte le altre Regioni che la vogliono, è un fiume in piena inesorabile”.

“E’ scandaloso che ci siano persone, a livello governativo, incapaci persino di mantenere la parola data” prosegue Zaia , che poi fa anche una richiesta ufficiale: “A prescindere da tutto chiedo formalmente ai grillini di presentare subito agli italiani la loro proposta di autonomia. Visto che si sprecano quotidianamente nel commentare la nostra, diamo per scontato che di autonomia sanno tutto, e quindi presentino immediatamente, non tra mesi come altre cose che stiamo aspettando, la loro proposta, con un articolato e con la bozza d’intesa che intendono portare al Paese”.

“Continuando a prendere in giro i cittadini – conclude Zaia -, i 5 stelle condannano il Sud al Medioevo e il Nord all’agonia. Credo che siamo ormai l’unico Paese al mondo in cui c’è ancora chi vede l’autonomia come un problema e non come una opportunità “.

2 Commenti

  1. Giannantonio Zanolli

    Nella UE delle banche e nella Italia statalista dei partiti il diritto alla autodeterminazione non trova alcuna vera cittadinanza. Solo vorrei ricordare che il popolo veneto si è espresso sulla ” maggiore autonomia ” solo come palliativo a ribasso momentaneo della sua volontà di indipendenza.
    Ma come si sa il popolo serve solo in campagna elettorale.

    Saluti.
    G.Z.

  2. antonio lanaro

    La partita che si sta giocando a Roma tra i maggiori azionisti del Governo sull’autonomia, mi fa venire in mente Pirandello e la sua celeberrima commedia “Il giuoco delle parti”. Il tira e molla che si protrae da qualche anno in materia di Autonomia, agli occhi del popolo veneto, assume sempre più il sapore della beffa. Con il Referendum del 2016 il Popolo Veneto ha proclamato democraticamente la propria volontà di maggiore autonomia, secondo quanto recitano i dettami costituzionali. Come da copione, sembra proprio che il cinismo delle parti politiche che si muovono sul palcoscenico del Governo di Roma vada diritto verso il più triste epilogo. La domanda è, chi ha paura delle autonomie? Nella commedia di Pirandello tra gli interpreti si denota un metodico agire finalizzato ad esaltere e coltivare le inclinazioni soggettive i particolarismi nel ruolo che ognuno si è ritagliato a discapito dell’insieme, e alla fine, il trionfo del gioco, dove tutte le parti perdono, ma più di tutti perde il “giocattolo”.
    Cordialità
    Antonio Lanaro
    Torri di Quartesolo

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