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Vincono le donne. Battuta d’arresto per Ddl Pillon

Vicenza – “Esprimiamo soddisfazione per lo stop imposto oggi al disegno di legge Pillon e per la decisione di rinviare la discussione a settembre su un nuovo testo, che parta dai disegni già presentati sulla materia. E’ il primo risultato di una battaglia condivisa da  donne provenienti da contesti diversi ma convergenti nel ritenere pericoloso il Ddl Pillon. Auspichiamo che a settembre si riparta con più volontà di condivisione e di ascolto di quanto  si è fatto, per esempio, con il Codice rosso”.

Sono parole di Marina Bergamin, reponsabile del Dipartimento politiche di genere di Cgil Vicenza, a commento della notizia di oggi riguardante la battuta d’arresto, in commissione giustizia del Senato, del contestato disegno di legge Pillon, sull’affido condiviso, che ha fatto arrabbiare nei mesi scorsi molte donne di tutta Italia.

“Già nel novembre del 2018 – ricorda Bergamin – dichiarammo la nostra posizione di contrarietà ad un provvedimento autoritario e maschilista, che sovverte l’attuale diritto di famiglia e non è utile né alle donne né ai bambini. Come già per il Codice rosso (che ha comunque punti importanti e condivisibili come il revenge porn, i matrimoni forzati, le lesioni permanenti) non sono state minimamente accolte le riflessioni e le proposte che Cgil, Cisl e Uil hanno presentato in audizione”.

“Noi, come Cgil, ribadiamo le nostre: prevenzione, protezione, politiche integrate e punizione. E’ così che si affronta davvero il dramma della violenza sulle donne. Mettendoci anche risorse, che invece continuano ad essere insufficienti. Queste riflessioni ci derivano anche dal nostro osservatorio, lo Sportello molestie, dove constatiamo una diffusa sottovalutazione del problema da parte dei datori di lavoro, ma anche da parte delle istituzioni, di colleghi e colleghe, delle famiglie”.

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