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Schio, sgominata banda di spacciatori

Schio – Importante colpo inferto dai carabinieri di Schio alla criminalità ed in particolare allo spaccio di stupefacenti, nello specifico di sostanze estremamente pericolose come eroina e cocaina. E’ stato il nucleo Radiomobile a portare a termine in questi giorni un indagine, complessa ed articolata, che aveva preso le mosse già nel settembre 2018.

Diverse informazioni erano state intatti raccolte, all’epoca, dai militari della Compagnia scledense, secondo le quali si era formato a Schio un sodalizio criminale composto da soggetti stranieri di origine africana, in particolare nigeriani), che era dedito allo spaccio di stupefacenti. Partite le attività investigative, con l’osservazione dei movimenti dei personaggi  sospetti si è accertata la fondatezza delle informazioni, ed a quel punto si potuto espandere le indagini anche da un punto di vista tecnico, rintracciando i telefoni dei soggetti e ponendoli sotto intercettazione.

L’attività investigativa, spiegano i carabinieri scledensi, è durata quasi un anno , poiché non è stato semplice ricostruire i ruoli dei singoli indagati visto che cambiavano spesso i telefoni e si spostavano soprattutto in bicicletta per lo spaccio. Si è tuttavia capito che i soggetti tiravano su almeno tremila euro a settimana potendo contare su un sistema collaudato che li poneva in parte al riparo dai controlli delle forze dell’ordine.

Ma passo dopo passo, le indagini hanno portato agli attesi risultati, e uno dopo l’altro i membri della banda sono caduti nella rete dei carabinieri. Gli ultimi sono stati arrestati nei giorni scorsi e tra di loro c’è colui che era attualmente a capo del sodalizio criminale, il 25enne Godfrey Efe, nato in Nigeria, trovato in possesso di ingenti quantità di eroina e cocaina. Manette anche per  Stanley Oseoboh, anche lui nigeriano, di 29 anni, mentre nella rete, l’anno scorso erano finiti dentro, con il complessivo ritrvamenti di circa mezzo etto di eroina e di un po’ di cocaina, David Ully, 29 anni, Emmanuel Dominic, 39 anni, e Osesumhen Destiny Ibhawoh, 26 anni.

Varia particolarità rendevano difficile sgominare la banda: i criminali movimentavano solo piccole ed anche piccolissime quantità per volta, lo spaccio avveniva in luoghi di aggregazione giovanile quali scuole, parchi pubblici, locali, stazioni di treni o corriere, ogni settimana i soldi venivano versati su conti correnti esteri tramite poste pay.

Le indagine hanno anche evidenziato come l’attività di spaccio fosse particolarmente pericolosa, dato che i carabinieri sono riusciti a ricondurre  ad essa numerosi episodi di overdose, almeno otto, avvenuti anche prima che l’indagine iniziasse, come nei decessi, del 4 giugno 2017 e del 10 settembre 2017, di due ragazzi.

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