Breaking News
Matteo Salvini al Parlamento Europeo - Foto European Parliament (CC BY-NC-ND 2.0)
Matteo Salvini, qualche anno fa, al Parlamento Europeo - Foto European Parliament (CC BY-NC-ND 2.0)

Reazionari, conservatori e la supremazia dei fatti

Vicenza – Alla dieta del Movimento a Padova, supervisionata dall’attento Di Maio, io non ero presente. Ma pare sia stato detto poco a proposito del vero problema che lo affligge. E’ vero, a poco a poco molte cose sono state fatte, e l’Italia sta acquistando la fiducia del mondo del lavoro e degli investitori esteri. Non ci voleva molto a fare meglio di chi ci ha preceduto. Purtroppo però il consenso è dimezzato, l’alleato di governo è sempre più minaccioso, persino il Pd all’opposizione sale nei sondaggi e nei voti reali.

Il dominio delle cose fatte e da fare sui sogni e sulle idee, sta uccidendo il Movimento. L’elogio che Travaglio ha tessuto della realpolitik ha questo limite o questa controindicazione: quando si realizzano le cose si toglie alla gente un pezzo di speranza. E la gente – qualunque ladro lo sa – insegue e ricompensa un orizzonte ideale che non c’è, e non il lavoro e i fatti realizzati. Salvini, che non fa quasi niente, è appunto un “capitano” di una nave insabbiata che grida dalla tolda indicando nemici sempre nuovi, tanti quanti sono i suoi potenziali elettori.

Gli elettori, afflitti da uno Stato straniero (che una volta era Roma ladrona, ora le forze avverse all’Italia, o alla Lega, o allo jus loci, alla libertà di pensarla come si vuole a casa propria), sono, in fin dei conti, dei reazionari, sono coloro che pretendono vantaggi sui concorrenti. Poi ci sono i conservatori, quelli che hanno paura di perdere quello che hanno guadagnato, quelli che “viva chi regna”, basta che chi regna sia contattabile e governabile, eternamente afflitti dai mutamenti, in special modo quelli delle derive ideali e onestiste. E sommati i reazionari e i conservatori, degli italiani non resta più niente. Gli onesti sono una categoria marginale, un prodotto della morale e dell’ingiustizia sociale. Onesti non si nasce, si diventa.

Ecco perché i conservatori, pur di non lasciare il governo in mano agli onesti, hanno fatto una legge elettorale che ha consentito la vittoria dei reazionari, che, come si sa, all’opposizione si estinguono, mentre al governo risorgono. Invece i conservatori al governo si consumano fino a sparire; il loro posto è l’opposizione. Ecco perché, ora che potrebbero, invece di governare con gli onesti, preferiscono andare al voto, preferiscono rimproverare i reazionari dei loro furti e conservare i benefici raggiunti.

Giuseppe Di Maio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *