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Pedemontana, il Pd: “Trasparenza sui controlli”

Venezia – “Sui controlli dei lavori della Pedemontana restano ancora troppi dubbi, non sciolti con il Consiglio straordinario. Per i collaudatori evidentemente era tutto ok nel cantiere, invece leggendo le intercettazioni emerge un’altra realtà. E come noi la pensa la magistratura, visto che ha disposto il sequestro della galleria di Malo. Per questo chiediamo di vedere i verbali di collaudo”. Andrea Zanoni torna sulla vicenda della Superstrada Pedemontana dopo la seduta di martedì a cui ha partecipato il governatore Zaia, con la mozione presentata dall’opposizione approvata all’unanimità.

“Nel comunicato del 6 luglio la Regione ci fa sapere, tramite la Struttura di progetto, che ‘nell’ambito dei poteri di alta vigilanza’ ha già attivato ‘gli strumenti contrattuali a sua disposizione, invitando i collaudatori in corso d’opera ad effettuare un’ulteriore visita al cantiere per compiere gli accertamenti del caso’.  Se si parla di ‘ulteriore’, ci sono stati dunque dei sopralluoghi in precedenza. Bene – incalza Zanoni – con quali risultati? Chiediamo che ci vengano forniti dalla Regione l’elenco dei controlli effettuati dai collaudatori e il loro esito. A tal proposito ieri ho depositato un formale accesso agli atti alla struttura regionale sulla SPV. È singolare che sia tutto in regola,  poi arriva la magistratura e dispone il sequestro. Ma perché tanta fretta nell’eseguire opera senza intoppi? Forse perché le penali previste dalla Terza convenzione sono esclusivamente per i ritardi e non per le difformità?”.

“Ricordo, invece, che l’articolo 16 della Terza convenzione prevede che i lavori dovranno essere eseguiti “a perfetta regola d’arte, in conformità dei progetti esecutivi approvati e nel rispetto delle norme di settore”. E invece la magistratura sta contestando varie difformità dal progetto: materiali non marchiati Ce, miscela di calcestruzzi e quantità di materiali utilizzati diversi da quanto previsto. Controlli e controllori – prosegue il vicepresidente della commissione Ambiente – sono un punto delicato di questa partita. Quali sono i controlli autonomi e documentabili fatti dai funzionari della Regione sulla congruità dei lavori del concessionario? Non va dimenticato che i collaudatori sono pagati da Sis, un modus operandi condannato dalla Corte dei Conti con la deliberazione del 30 dicembre 2015: ‘Il pagamento è contrario al principio del buon andamento amministrativo, dal momento che la loro posizione quali contraddittori dell’esecutore, non tollera condizionamenti’”.

“La Regione deve smettere di fare da passacarte di Sis, è una parte terza. Non si può dire che la magistratura sta facendo indagini e quindi restiamo in attesa di sviluppi. Si facciano le verifiche su tutta le opere della Superstrada: 16 viadotti e ponti, due gallerie naturali, 36 artificiali, 65 cavalcavia e 135 opere idrauliche. Lo dobbiamo ai lavoratori dei cantieri e ai cittadini che stanno percorrendo e percorreranno la Pedemontana. Siamo già a quattro sequestri: se questi episodi accadono nella parte più delicata e teoricamente più controllata di un’opera, ovvero la sua realizzazione, cosa ci dobbiamo aspettare dal concessionario nei prossimi 39 anni della sua gestione?”.

“Mi auguro infine che i tre punti della nostra mozione approvati all’unanimità,  passino presto da richieste a fatti reali. Verifiche su tutte le opere della Pedemontana con soggetti terzi e indipendenti, una forte azione nel procedimento penale a tutela degli interessi della Regione e dei contribuenti che per quest’opera hanno sborsato finora quasi un miliardo di euro, sicurezza per lavoratori e utenti: azioni che Zaia deve mettere subito in campo”.

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