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Pedemontana, ennesima storia italiana?

Venezia – “La struttura di progetto Pedemontana Veneta della Regione, di fronte a quanto emerge dai primi sviluppi dell’indagine in corso da parte della Procura della Repubblica di Vicenza, si astiene con doverosa cautela da ogni commento, in attesa di conoscere maggiori particolari sulla vicenda”. E’ laconico, assai strigato, ed anche un po’ imbarazzato, il comunicato stampa diffuso dalla Regione Veneto dopo il nuovo sequestro del cantiere della galleria di Malo della Superstrada Pedemontana da parte della Procura di Vicenza.

“Naturalmente – aggiunge la nota regionale -, nell’ambito dei poteri di alta vigilanza che spettano alla concedente, la Regione ha già attivato gli strumenti contrattuali a sua disposizione, invitando i collaudatori in corso d’opera ad effettuare un’ulteriore visita al cantiere per compiere gli accertamenti del caso”.

Quanto ai dettagli di cui sopra, resi con dovizia anche dai quotidiani mainstream, come il Corriere della Sera e Il Giornale di Vicenza, si profila un’ennesima brutta storia all’italiana, all’insegna di un’opera pubblica che, almeno in questa sua parte, si starebbe costruendo con materiali diversi da quelli che erano invece previsti, evidentemente ben più scadenti se, dalle intercettazioni predisposte dalla procura, viene fuori che gli operai che lavorano nel cantiere hanno addirittura paura ad entrare nella galleria, perché “potrebbe venire giù tutto”.

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