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Danza, incroci tra Asia ed Europa a Bassano

Bassano del Grappa – Prima nazionale assoluta per un inedito incrocio tra est e ovest nel campo della danza, tra la svedese Skånes Dansteater e la Korea National Contemporary Dance Company. In scena la compagnia svedese Skanes, con due creazioni: “The longest distance between two points” e “Burnt Offering”, entrambe domani, 26 luglio, alle 21.20 al Teatro al Castello Tito Gobbi di Bassano. Lo spettacolo è inserito nel  cartellone di Operaestate Festival.

La prima coreografia, The longest distance between two points, di Fernando Mélo da Skanes Dansteater, ha come punto di partenza la tendenza umana a dividere e ad organizzare le persone attraverso strutture definite, e al tempo stesso la capacità di superare i confini. Attraverso una composizione coreografica ispirata proprio al tema del confine, il lavoro esplora le barriere geografiche, fisiche e psicologiche, e l’estremo bisogno umano di contatto.

Un tema apparentemente astratto, che proprio per questo, secondo il coreografo, trova la sua forza nella danza: “guardare il movimento non è semplicemente un’interpretazione emotiva, ma piuttosto un’attività fisica e sensoriale. La danza offre un modo di esprimere la nostra immaginazione attraverso una forma diversa dal linguaggio parlato […] e trasmette, quindi, il vero significato del movimento che non può essere espresso a parole al pubblico”.

Il secondo titolo, Burnt Offering, prende il nome da un sacrificio religioso, dove l’offerta alla divinità viene bruciata sull’altare. Da questa immagine di riti religiosi lontani, prende il titolo la creazione della coreana Hyerim Jang, che pone sull’altare, come vittima sacrificale, il Tempo, che brucia costantemente e per questo è così importante per l’essere umano.

E proprio per questa riflessione sull’importanza del tempo la coreografa decide di riprendere sulla scena le vite degli operai, travolti da ripetitive routine quotidiane e dal duro lavoro, fino alla perdita di significato delle loro stesse vite. Il senso della loro vita viene quindi ricercato nel rito, trasposto qui in una forma modernizzata che unisce la danza Seungmu (danza tradizionale coreana, riconosciuta Patrimonio dell’Umanità) ai ritmi tipici del lavoro manuale, ricreati attraverso diversi strumenti musicali e diversi ritmi.

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