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Case popolari, Veneto Robin Hood al contrario?

Venezia – “Il nuovo regolamento di Edilizia residenziale pubblica, che determina gli aumenti dei canoni d’affitto a partire dal mese di luglio, è frutto di una legge regionale proposta e approvata dalla Lega e dalla giunta Zaia nell’ottobre 2017. Ci siamo opposti a questa legge, che consideriamo punitiva e vessatoria nei confronti di una fascia di popolazione sempre più debole. È inaccettabile che venga aumentato il canone al 70% circa degli inquilini Ater, in certi casi con affitti addirittura quadruplicati”.

Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), Patrizia Bartelle (Italia in Comune) e Cristina Guarda (Lista Amp), che sono tra i tredici consiglieri regionali che hanno votato No, il 26 ottobre 2017, al progetto di legge 167 “Norme in materia di Edilizia Residenziale Pubblica”, ora legge regionale 39/2017, in base alla quale è stato emanato il nuovo Regolamento che prevede gli aumenti.

“Tutto questo grida vendetta – ammoniscono i consiglieri di opposizione -, soprattutto in una regione in cui il presidente Zaia, ogni anno, si fa vanto di aver tagliato l’addizionale Irpef alla parte più ricca della popolazione, che ha beneficiato e continua a beneficiare di uno sconto fiscale del valore complessivo di 130 milioni di euro. Tradotto: l’1% dei cittadini del Veneto, quelli con un reddito superiore ai 100 mila euro, come ad esempio i parlamentari, risparmiano in media più di 2 mila euro all’anno. E chi più guadagna, più risparmia: questa è la regola iniqua che la Lega impone”.

I consiglieri di minoranza hanno chiesto che l’assessore regionale competente in materia di Edilizia residenziale pubblica riferisca alla Seconda commissione permanente del consiglio regionale del Veneto in merito all’applicazione della norma e al nuovo regolamento Erp.

“La giunta – continuano Ruzzante, Bartelle e Guarda – sosteneva che il nuovo Isee Erp sarebbe servito per sbattere fuori i ricconi dalle case popolari. Bisogna dire molto chiaramente che non è così. Non è aumentando i canoni d’affitto dei più deboli che si individua chi fa il furbo e gode di un beneficio senza un reale bisogno e quindi senza averne diritto: questo lo deve fare Ater tramite opportuni controlli e verifiche”.

“Invece – concludono -, con questa maggiorazione indiscriminata, che colpisce il 70% dei nuclei familiari, pagano tutti. L’ennesima ingiustizia nel Veneto di Zaia, Robin Hood al contrario, che alza gli affitti a chi ha meno per dare sconti fiscali a chi ha di più. Siamo stanchi di queste ingiustizie, il Veneto merita di più”.

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