Breaking News
Impronta ecologica degli stati del mondo nel 2007 (Global Footprint Network). Il colore rosso più scuro corrisponde alla più alta
Impronta ecologica degli stati del mondo (nel 2007). Il colore più scuro corrisponde alla più alta

Ambiente e futuro. Il vero spread da abbattere

Riflessione sulle risorse del pianeta, e sul devastante impatto che ha su di esse la nostra società, del presidente del consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti…

*****

Venezia – Se tutte le persone in tutto il mondo condividessero lo stesso stile di vita di cui godiamo nell’Unione Europea, l’umanità avrebbe già esaurito il 10 maggio scorso quanto gli ecosistemi del pianeta possono garantire per tutto il 2019.  In quella data è stato fissato dagli esperti il cosiddetto Earth OvershootDay cioè il giorno in cui una comunità,  nel nostro caso quella europea, sorpassa le risorse che la natura può garantire in un anno.

A dire il vero, nel Lussemburgo di Jean Claude Juncker quella data drammatica sarebbe caduta quest’anno il 16 febbraio, per la Svezia il 3 aprile, per il Belgio il 6 aprile, il 27 aprile per la Slovenia e l’Irlanda, il 3 maggio per la Germania, il 4 maggio per l’Olanda. In Italia l’Earth Overshoot Day è caduto il 15 maggio, il giorno dopo la Francia e due giorni prima del Regno Unito. Seguono poi Grecia (20 maggio) Portogallo (26 maggio) Spagna (28 maggio).

Il dato letto in rapporto alla popolazione è ancor più devastante: la percentuale del rapporto tra consumo e biocapacità ambientale è del 943 per cento in Lussemburgo, del 696 per cento in Belgio, del 487 per cento in Olanda rispetto al 371 per cento dell’Italia. La classifica, per curiosità, èguidata da Singapore (9.950 per cento) un rapporto a dir poco abnorme.

Eppure, di questo disastroso debito non si parla abbastanza e non se ne parla tenendo conto che a breve bisognerà aumentare la produzione di derrate alimentari per sfamare 2 miliardi di persone in più rispetto ad oggi. Nel 2050 è previsto il collasso ambientale a causa dei cambiamenti climatici  dellosfruttamento ambientale.

Quest’anno l’ Earth Overshoot Day globale cadrà il 29 luglio: forse non ce ne rendiamo conto, ma a quella data significa consumiamo 1,75 pianeti all’anno e prima o poi, più o meno volenti o nolenti,  dovremo tornare in equilibrio. Secondo gli esperti se abbattessimo almeno della metà la percentuale di emissione dell’Anidride Carbonica, la CO2, sposteremmo di ben 93 giorni, cioè tre mesi, l’Overshoot Day:  dalla fine di Luglio si passerebbe a fine ottobre. Con politiche ambientali più attente agli sprechi poi il rientro in equilibrio sarebbe possibile nel volgere di pochi decenni.

La strada maestra per giungere a questo risultato ed abbattere lo spread ambientale è la convinta adesione all’economia circolare. L’economia circolare non è decrescita più o meno infelice. E’ una economia a 4 R motrici:  Riduzione degli sprechi, Riuso di beni e prodotti, Riciclo degli scarti, Responsabilità di produttori e consumatori.

In Italia sprechiamo il 35 per cento  dei prodotti freschi (latticini, carne, pesce), il 19 per cento  del pane e il 16 per cento di frutta e verdura prodotti con una perdita di 1.226 milioni di ml l’anno di acqua, immettendo nell’ambiente 24,5 milioni di tonnellate CO2 l’anno, di cui 14,3 milioni dovuti agli sprechi domestici.  Altri sprechi idrici si registrano in agricoltura e a causa della vetustà della rete idrica.

Ma fino a quando continueremo a prendere come parametro esclusivo il Debito Pubblico sul Pilpronti a reagire ad ogni sospiro dello spread che, come ben noto,  è manovrato dalla Finanza e dalla speculazione difficilmente imboccheremo con decisione la strada dell’economia circolare e la lotta al dumping ambientale, allo sfruttamento irrazionale delle risorse che la natura ci offre.

Roberto Ciambetti – Presidente del Consiglio regionale del Veneto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *