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Vicenza, l’affaire Menti alla Corte dei Conti?

Vicenza – L’amministrazione comunale di Vicenza sta facendo gli interessi dei vicentini e sta valorizzando in modo adeguato un bene pubblico quale è lo stadio Menti? E’ quanto si chiede, in una interrogazione al sindaco, Raffaele Colombara, consigliere comunale di  minoranza della lista Quartieri al centro. Colombara prende le mosse dalla concessione dello stadio cittadino alla società LR Vicenza Virtus, esprimendo dubbi su di essa ed anticipando che saranno “chiesti lumi alla Corte dei Conti”.

In particolare, secondo il consigliere comunale, non dovrebbe essere possibile sublocare l’impianto di via Schio, cosa che invece avverrebbe se, come è stato annunciato, l’Arzignano ValChiampo disputerà al Menti le sue partite casalinghe.

“Lo stadio Menti – ricorda Colombara – è stato dato in concessione per tre anni al LR Vicenza Virtus. Nell’atto la giunta lo definisce un subentro del Vicenza Virtus nella concessione al Vicenza Calcio in fallimento. Ammesso e non concesso che si tratti di un subentro e non di una nuova concessione, dal contratto emerge che il LR Vicenza Virtus non paga nulla al Comune per l’affitto dello Stadio”.

“Il Comune – spiega Colombara – concede al Vicenza per tre anni l’intero complesso dello stadio, a fronte dell’obbligo, per il Vicenza, di effettuare sull’impianto, a proprie spese, nell’arco del triennio, interventi di manutenzione straordinaria per 120 mila euro. In altre parole, l’utilizzo del Menti costa alla società 40 mila all’anno in lavori. Ricordiamo che solo di manutenzione ordinaria nel bilancio comunale sono stanziati ogni anno almeno un centinaio di migliaia di euro. Al Vicenza, sempre a titolo gratuito, è lasciata anche la gestione esclusiva della pubblicità visiva e fonica all’interno del Menti. Una questione di poco meno di un milione di euro a stagione, per tre stagioni: la società non dovrà un euro alla città su tutti i ricavi derivanti da cartellonistica, pannelli bordocampo e spot fonici”.

Non c’è che dire, condizioni davvero eccezionali. Colombara sottolinea anche un altro aspetto della convenzione, ovvero il divieto di concessioni a favore di terzi, e qui si arriva alla questione che riguarda la società Arzignano ValChiampo.

“Negli ambienti sportivi vicentini – scrive Colombara nell’interrogazione – si vocifera che il Vicenza Virtus abbia sublocato lo stadio all’Arzignano ValChiampo a fronte di un canone di 18 mila euro a gara. Da notare che il proprietario dell’Arzignano Chiampo, Lino Chilese, è socio del Vicenza Virtus. Al riguardo sembra anche che le due società metteranno in vendita un abbonamento cumulativo per le partite interne di entrambe”.

Insomma, ce n’è abbastanza per essere molto perplessi, e Colombara non manca di chiedere spiegazioni e comunque di ipotizzare “una gestione approssimativa che provoca un danno pesante alla città”. In questa pagina l’interrogazione di Raffaele Colombara nella sua forma integrale.

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