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Sea Watch, in Italia non c’è solo disumanità

Monteviale – La nave Sea Watch, con a bordo 42 disperati usati come uno specchietto per le allodole elettorale, ha deciso di forzare il blocco ed entrare nelle acque territoriali italiane, nonostante il blocco dei porti all’arrivo di migranti voluto dal ministro dell’Interno e vicepremier Salvini. Mentre la polemica infuria e c’è chi perfino chiede che la nave sia affondata, c’è una parte di Italia che non la pensa come chi ci governa in questi mesi, che è diversa.

E’ una buona metà del nostro popolo, e sono tutti coloro che in queste ore, in questi anni, vivono un disagio, un imbarazzo davanti al mondo civile, per questo spettacolo di disumanità che stiamo dando. Per questo egoismo che gridiamo ai quattro venti, un egoismo che comunque non è soltanto nostro dato che anche gli altri paesi non sono immuni dal problema.

Una parte di questi italiani “a disagio” si ritroverà venerdì 28 giugno, alle 22,  sul sagrato della chiesa, in segno di solidarietà con i migranti della Sea Watch e per condividere alcune riflessioni e dormire insieme in quel luogo simbolico. L’iniziativa, promossa da alcuni cittadini, segue l’esempio di don Carmelo, Parroco di San Gerlando a Lampedusa, che con il Forum Lampedusa Solidale, da una settimana, sta dormendo davanti al sagrato della chiesa di Lampedusa.

“È un gesto di solidarietà – spiega don Antonio Uderzo, tra i promotori dell’iniziativa, – organizzato da rappresentanti del genere umano. Abbiamo deciso di usare questa definizione perché si tratta di un’iniziativa trasversale: siamo persone di diverse estrazioni, anche religiose, tutte solidali verso i migranti che si mettono in viaggio. Tante volte ci domandiamo cosa possiamo fare davanti agli eventi del nostro quotidiano. Quando abbiamo visto la notizia di don Carmelo abbiamo pensato di replicare nel nostro territorio la sua iniziativa”. A chi intende partecipatre gli organizzatori consigliano di portare dei teli termici per la notte e una borraccia.

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