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Ciriaco De Mita stringe la mano a Bettino Craxi, nel 1985
Ciriaco De Mita stringe la mano a Bettino Craxi, nel 1985

Le parole della democrazia

Ottusità – L’intelligenza è la velocità e la nitidezza con cui si scopre la ragione di una sequenza numerica, l’accostamento di grandezze spaziali, le relazioni tra parole, e problemini semplici come: chi è il figlio del padre di tuo figlio. Quando i problemi che si prospettano hanno invece valore morale o di utilità, all’intelligenza neutrale se ne aggiunge una d’interesse. Capire, diventa un processo volontario.

Il muro – Il gioco delle parti in commedia esige un Carlo Martello che finge la difesa degli interessi privati, e un’Antigone che si finge paladina dello spirito della nostra civiltà. Racconti per un popolo bambino ed escluso. In entrambi i casi è guerra tra bande che conducono contro di noi una strenua lotta di classe. E’ bene ricordare che il più imponente manufatto dell’uomo è stata una muraglia di novemila chilometri che, edificata in quasi tremila anni, ha tentato invano di proteggere le classi dirigenti cinesi da invasioni perturbatrici dell’ordine sociale.

Profitto – Da ragazzi, quando le prime manifestazioni dell’estro, del carattere precipuo di ognuno, dimostravano già territorialità, tornaconto, avidità, scorrettezza, venivano immediatamente segnalate, il più delle volte schernite e trattate con ostilità. Poi, crescendo, le stesse “qualità” sono considerate con rispetto, incutono soggezione, e sono molto apprezzate dalle donne. Gli stessi difetti di allora, diventano virtù. (Misteri della lotta di classe)

Esclusioni – All’inizio degli anni 80, dopo la sonora scoppola che la Democrazia Cristiana nel 1983 incassò dal suo elettorato, l’egemonia della sinistra e del Pci cominciò a vacillare. I due alleati di governo Craxi e De Mita polarizzarono il dibattito, costringendo l’elettorato a dividersi tra loro, così da escludere il Pci dal suo ruolo di interlocutore e oppositore privilegiato del governo. Anche oggi i conniventi Lega e Pd si rimpallano colpe e accuse, (ideologiche, dicono!) escludendo dal dibattito il M5s (dice di sé post-ideologico!) e persino la ragione. Si direbbe che il Movimento governi, ma i suoi sforzi di interpretare i problemi diventano sempre più trasparenti, come la pacata ragione impallidisce di fronte alla furia dei sentimenti.

Giuseppe Di Maio

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