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La nuova stagione del Teatro Comunale di Vicenza

Vicenza – E’ stata presentata ieri la nuova stagione artistica del Teatro Comunale di Vicenza, che si propone con un cartellone ricco di contenuti di livello, per un’offerta diversificata “che vede la felice convivenza – è stato sottolineato durante la presentazione – di poetiche della tradizione e nuovi percorsi di ricerca, di contenuti di impegno civile e proposte di divertimento garbato, di generi tipici dello spettacolo dal vivo, accanto ad altri meno consueti, oltre ad mix sapiente di spettacoli fuori abbonamento che prevede la canzone d’autore e il musical, le danze folkloriche, il cabaret, l’operetta e, per la prima volta anche l’opera lirica.

La nuova programmazione del Teatro Comunale di Vicenza offre, da ottobre 2019 a maggio 2020, un cartellone con oltre 100 date, con 11 spettacoli di danza, 13 di prosa, 13 per la concertistica, 7 per la sinfonica, 14 fuori abbonamento, 4 per il circo, 5 per l’arte a teatro, più gli appuntamenti dei progetti formativi, di audience development e audience engagement e le residenze artistiche.

La danza presenterà, come da tradizione, le migliori compagnie europee ed americane. Nomi celebri (l’israeliana Batsheva Dance Company, i canadesi dei Ballets Jazz de Montréal, l’americano Alonzo King Lines Ballet e il francese Malandain Ballet de Biarritz, accanto agli italianissimi Balletto di Roma e Nuovo Balletto di Toscana) che porteranno sul palcoscenico del Comunale le prime nazionali “Händel” e “Common Ground“, la compagnia americana e “Marie Antoinette”, quella francese, accanto a produzioni fresche di debutto come il “Don Chisciotte” del Balletto di Roma, la “Cenerentola” del Balletto di Toscana e “Dance Me” sulle musiche di Leonard  Cohen dei BJM. Agli spettacoli in Sala Grande è affiancata la rassegna tutta italiana di Danza al Ridotto, quattro appuntamenti per presentare percorsi di ricerca innovativi e mettere in luce coreografi e autori emergenti del panorama italiano.

Per la prosa viene confermata la vocazione alla pluralità di linguaggi con nuove  proposte della scena nazionale che spaziano dai titoli del grande repertorio (Pirandello, Goldoni, Dario Fo), a spettacoli legati alla tradizione ma interpretati in modo ironico e surreale (“Romeo e Giulietta” di Ale e Franz, “Dracula” di Rubini e Lo Cascio), dall’intrattenimento intelligente (il circo contemporaneo e i calembours di Lucia Poli), alle tematiche di genere (Nancy Brilli in “A che servono gli uomini” di Gaber con la regia di Lina Wertmüller per arrivare a temi come le grandi tragedie dimenticate della storia nazionale (“Esodo” di Simone Cristicchi) o agli scenari futuribili di un mondo cibernetico (“Smarrimento” di Lucia Calamaro).

Più intima e intensa nel rapporto diretto tra scena, interpreti e pubblico, è la dimensione del Ridotto che propone sempre una programmazione molto originale: monologhi, spettacoli di impegno civile e memoria storica, e più leggeri, oltre all’importante celebrazione dei 50 anni di Mistero Buffo.

Per la concertistica la Società del Quartetto presenta l’edizione 109 della sua storia prestigiosa, una rassegna di concerti che, al di là dei filoni tematici nei quali si dipana, mette in primo piano la qualità degli interpreti, tutti di riconosciuto livello internazionale. Trovano spazio le celebrazioni per i 250 anni della nascita di Ludwig van Beethoven con i concerti di Isabelle Faust e Alexander Melnikov e Filippo Gamba; altri importanti appuntamenti con i King’s Singers per Natale, con il violoncellista palermitano Giovanni Sollima per il giorno della memoria e l’ensemble vocale “De Labyrintho” diretto da Walter Testolin con letture dal “Vangelo secondo Gesù Cristo” per le festività pasquali. 

In cartellone anche due star della tastiera: Richard Goode, settantaseienne pianista newyorkese osannato dalla critica statunitense con un programma di capolavori di Mozart, Janáček, Debussy e Chopin, e l’acclamata Yuja Wang, pianista di origini cinesi ma di fatto cittadina del mondo, con gli oltre 150 concerti l’anno all’attivo, in tutti i paesi del mondo.

La sinfonica vedrà la Oto, l’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza ed il suo direttore principale, il maestro Alexander Lonquich, impegnati in tre concerti; accanto ai maestri formatori si esibiranno altri tre direttori-ospiti e solisti di prestigio internazionale per dare vita ad una stagione molto varia nelle proposte di ascolto. Il tema è legato a sei città: dalla capitale svedese, Stoccolma alla Vallonia, da Vienna, culla della musica colta, a Wiesbaden, da San Pietroburgo alla Grande Mela. Sei città che hanno dato i natali a grandi musicisti, o che hanno contribuito al loro successo, o ancora, suggerito ispirazioni e suggestioni che si sono trasformate in grandi pagine sinfoniche.

Gli appuntamenti fuori abbonamento sempre più numerosi e di alto livello, spaziano dalla canzone d’autore al musical, dal circo al cabaret, dal gospel all’operetta, dalle danze folkloriche per arrivare all’opera lirica. I nomi dei protagonisti sono quelli di Vinicio Capossela e Niccolò Fabi, Ale & Franz, Teresa Mannino e Teo Teocoli, Nate Brown & One Voice per il gospel  e l’Orchestra Sinfonica Terre Verdiane e il Coro dell’Opera di Parma per la lirica. I titoli dei musical e operette, tra i più celebri del repertorio: “Aggiungi un posto a tavola” e “We will rock you”, “La danza delle libellule” e “Il paese dei campanelli” e due splendidi spettacoli di nouveau cirque come il “Gran Gala du Cirque” e “My Land” della Recirquel Company Budapest.

La stagione circo, tra le prime ad essere inserite stabilmente nella programmazione di un teatro, proporrà 4 spettacoli, diversi per spirito e ambientazione. Il pubblico, potrà assistere alle evoluzioni del Gran Gala du Cirque, con interpreti, acrobati e funamboli provenienti dalle migliori compagnie internazionali, e a “My Land”, uno spettacolo di ispirazione etnica pervaso da una forte vena intimistica presentato dalla Recirquel Company Budapest.

Entra nella programmazione anche la rassegna Musica delle Tradizioni con tre concerti di musica e danze che rappresentano tre luoghi di cultura e tradizioni completamente diverse come l’Andalusia, la Bulgaria e l’Irlanda, un simbolico viaggio senza confini alla ricerca delle origini e dell’identità dei popoli. Tra gli scenari sonori e di danza intrisa di folklore, come il flamenco e la musica gitana, la rassegna porta in scena anche la tradizione folklorica bulgara e le musiche e danze irlandesi.

Ritorna anche la rassegna Arte a Teatro ampliando, nel suo terzo anno di vita, il numero delle conferenze spettacolo e i temi trattati da storici dell’arte, curatori ed esperti del mercato. Di grande appeal e profondo respiro i temi trattati: “L’eterno incanto di Venere. Da Prassitele a Modigliani”, sulla profonda fascinazione del nudo, femminile in particolare, nella storia dell’arte, presentato da Corrado Augias; e ancora i Sogni del Novecento in cui grande pittura, architettura, moda e mercato diventano quattro ‘vette’ da cui osservare un panorama insolito sul ventesimo secolo.

I nomi dei protagonisti degli incontri sono quelli di Gabriella Belli, fondatrice del Mart, ora alla guida dei Musei Civici Veneziani (“Klimt, fra Vienna e Venezia”); Stefania Portinari, docente di storia dell’arte contemporanea a Ca’ Foscari e curatrice della mostra su Ubaldo Oppi che si terrà in Basilica, a fine anno, che parlerà di arte e moda negli anni Venti; e ancora Guido Beltramini, direttore del Cisa e curatore della rassegna di arte che presenterà “Terra acqua ferro fuoco: Carlo Scarpa architetto sciamano” e per finire il noto gallerista Massimo Di Carlo che parlerà di con “Ad ogni costo: storie di trent’anni di mercato dell’arte del Novecento”.

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