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Ipab, è mobilitazione in tutto il Veneto

VICENZA – Prosegue in tutto il Veneto la mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil sulle Ipab. A Vicenza, questa mattina, si è tenuto un sit-in all’esterno dell’Istituto Salvi. I sindacati chiedono la riforma delle Ipab alla giunta del Veneto, unica regione italiana a statuto ordinario che non ha applicato un riordino come previsto dalla legge statale del 2001.

Secondo i sindacati, giunta e consiglio regionale del Veneto in 18 anni non sono stati capaci di mettere in pratica l’autonomia legislativa che il Parlamento ha loro delegato in questo campo.

Per Cgil Cisl Uil di Vicenza e del Veneto le Ipab (oltre 100 istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza in tutta la Regione) sono particolarmente importanti: svolgono in gran parte la funzione di casa di riposo e ogni giorno offrono assistenza e ospitalità a 15mila anziani veneti, per la quasi totalità non autosufficienti. Il servizio occupa 10mila lavoratori diretti più quelli degli appalti (a partire dalle pulizie), in grande maggioranza donne.

Oggi, i segretari di Cgil, Cisl e Uil del vicentino hanno sottolineato quali siano i danni sociali della mancata riforma: si stanno riducendo i posti disponibili delle case di riposo del servizio pubblico favorendo lo sviluppo del privato che oggi già rappresenta il 50% dell’offerta; si spingono le singole Ipab a scelte che privilegiano i conti del bilancio e non la qualità dei servizi e il carico di tutto ciò cade sugli utenti (rette alte) e sui lavoratori (stipendi bassi). Infine si abbassa la qualità dei servizi per le persone anziane e disabili, facendo prevalere il cosiddetto “mercato dell’assistenza”.

Cgil, Cisl e Uil e le categorie della funzione pubblica delle tre confederazioni e i tre sindacati dei pensionati Spi, Fnp, Uilp chiedono al presidente Zaia che venga approvata una nuova legge per completare l’autonomia concessa 18 anni fa dalla legge quadro nazionale. Secondo i sindacati le Ipab debbono diventare aziende di servizi pubblici alla persona ed essere integrate nel Sistema Socio-Sanitario Regionale; devono pagare le stesse tasse (Irap) dei privati e non di più (come avviene ora); alle Ipab devono essere assegnati in prevalenza i nuovi posti letto e anche le impegnative per la residenzialità (ovvero i cosiddetti contributi regionali sulle rette). Infine per i lavoratori va applicato il contratto della sanità pubblica e un unico contratto di lavoro che comprenda tutti gli appalti.

I sindacati hanno anche chiesto ai sindaci e ai consigli comunali (in rappresentanza dei cittadini ospiti delle case di riposo), alle associazioni degli anziani e di volontariato di impegnarsi in questa battaglia di civiltà finalizzata a tutelare il patrimonio di solidarietà sociale dei veneti, ma anche per tutelare gli anziani e per offrire dignità a tutti gli impiegati nel settore.

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