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Lo stabilimento Ilva di Taranto (Foto di Mafe De Baggis - Le Benevole, CC BY-SA 2.0)
Lo stabilimento Ilva di Taranto (Foto di Mafe De Baggis - Le Benevole, CC BY-SA 2.0)

Critiche a Di Maio da Confindustria Vicenza

Il commento del presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi alle dichiarazioni di ieri del ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio

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Vicenza – Il Ministro dello Sviluppo economico vuole la desertificazione industriale dell’Italia? Ebbene, ci sta riuscendo benissimo. Allora abbia il coraggio di dirlo in faccia agli imprenditori del Nordest, qui, a Vicenza, e non solo negli studi della televisione di Stato. Lo abbiamo invitato, diverse settimane fa, alla nostra assemblea generale del prossimo settembre, e come da suo stile (successe anche lo scorso anno) non si è nemmeno degnato di rispondere.

Luciano Vescovi
Luciano Vescovi

Ora che si è dimostrato di nuovo una minaccia per il lavoro di centinaia di migliaia di persone, lo invitiamo pubblicamente a dirci cosa ha intenzione di fare della politica industriale del secondo paese manifatturiero d’Europa. Così, noi imprenditori italiani, senza contare i numerosi stranieri che credono nelle nostre capacità e nel nostro saper fare e investono i miliardi qui, capiremo se possiamo ancora puntare sul nostro amato paese.

Il punto è che questo si sta rivelando sempre più come il governo della non fiducia. Un grande gruppo straniero viene ad investire e a risanare Taranto e si cambiano le carte in tavola da un giorno all’altro.  Un grande gruppo italiano quotato ha una procedura in corso e il vicepremier ne preannuncia l’esito, chissà poi da quale pulpito, definendo inoltre inopinatamente decotta l’azienda, peraltro a Borse aperte.

Oltre cinqie milioni di veneti e lombardi votano per l’autonomia, un anno e otto mesi fa, e la loro democratica aspettativa (senza contare il rispetto per il lavoro dell’ottima ministro Stefani) viene frustrata da un balletto di rimandi che serve solo a non decidere, a prendere in giro le persone che hanno votato e a tutelare alcune conventicole che vivono protette da una politica vecchia di cui davvero non ne possiamo più. Il cambiamento è uno slogan del passato, quello sì davvero decotto.

Luciano Vescovi – Presidente di Confindustria Vicenza

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