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Cresce la popolazione in Veneto. Sono le migrazioni

Venezia – E pensare che, tra chi ci governa e tra chi ci vorrebbe governare, ci sono personaggi che vorrebbero prenderli a cannonate, che vorrebbero affondare le navi delle Ong che salvano i migranti. Ed invece sono proprio i migranti che potrebbero salvarci, anzi, che stanno già, un po’, salvando la nostra povera Italia in declino, un declino soprattutto demografico…

Noi stessi, infatti, crediamo talmente poco nel nostro Paese, che non facciamo quasi più figli, che non ci azzardiamo a mettere al mondo una nuova vita sapendo che dovrà affrontare una società sbagliata, ingiusta, corrotta, nepotista, una società che non offre prospettive, come è la nostra.

Un società che non garantisce servizi e reddito ai suoi cittadini che vogliono formare una famiglia. Un popolo così è ad un passo dal baratro. Invece sono proprio le migrazioni a compensare il calo demografico, e questo avviene proprio in Veneto. Nella nostra regione infatti la popolazione riprende a crescere, dopo tre anni di declino.

“Nel 2018 – spiega una nota ufficiale della giunta regionale – il contatore demografico ha segnato cinquemila abitanti in più, portando la popolazione dei residenti a 4 milioni e 910 mila. A segnalare il dato in controtendenza rispetto all’andamento demografico nazionale (90 mila residenti in meno in un anno nella penisola), è l’Ufficio di statistica della Regione Veneto, con l’ultimo numero di Statistiche Flash”.

Sono solo quattro regioni, in Italia, a registrare un saldo positivo nella variazione della popolazione: il Veneto, con un 1,1 abitante in più ogni mille abitanti, tallona l’Emilia Romagna e la Lombardia (ciascuna con 2/1000 in più) e insegue il Trentino Alto Adige (più 4,1 abitanti per mille). Tutte le altre regioni perdono popolazione.

A contrastare il declino demografico, che ha portato il Veneto a perdere 22.559 abitanti in tre anni, non sono le nascite, ma le migrazioni: il Veneto è tornato regione attrattiva, che calamita nuovi residenti da altre regioni (3.804 solo nel 2017) ma soprattutto dall’estero: nel 2017  si sono trasferiti in Veneto dall’estero 25.478 persone. La Provincia più attrattiva risulta essere Treviso (5577 ingressi), seguita da Venezia (4873) e da Verona (4754).

Non sono ancora i valori pre-crisi, quando il Veneto registrava flussi in ingresso dall’estero superiori ai 50 mila nuovi abitanti, ma segnano comunque una ripresa. Anche se  permangono flussi significativi in uscita: nel 2017 se ne sono andati 34.738 stranieri, il 34 per cento in più rispetto a dieci ani fa.

Non accenna a fermarsi, invece, il calo delle nascite: nel 2018 in Veneto i fiocchi rosa e azzurri sono stati mille in meno rispetto ai 36.596 del 2017, che a loro volta erano il 25% in meno rispetto al 2007. Per la prima volta nella storia della regione il numero dei nati è sceso sotto quello degli ottantenni,  che si attestano a 38.681, di cui ben 1196 ultracentenari.

La denatalità è ormai un fenomeno strutturale a causa dell’assottigliarsi del contingente demografico delle madri potenziali e dello spostamento delle gravidanze verso età più avanzate: l’età media del primo parto è 32 anni, uno  in più rispetto al 2008 . Il risultato è la contrazione del tasso di natalità: nel 2018 in Veneto si è arrivati a 1,36 figli per donna, a fronte di una media europea di 1,59 figli per donna.

Complessivamente la popolazione veneta risulta essere  tra le più longeve in Italia: l’età media è di 83,4 anni (85,6 per le donne), a fronte di una media italiana di 82,7 anni. Ma l’allungarsi delle speranze di vita mette a rischio l’equilibrio demografico: gli over 75 nel 2017 erano 615.558, pari al 12,5 % della popolazione; tra vent’anni, nel 2010, saranno il 18% della popolazione.

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