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Purtroppo in Veneto sono abbastanza frequenti i casi di bracconaggio (Foto d’archivio)
Purtroppo in Veneto sono abbastanza frequenti i casi di bracconaggio (Foto d’archivio)

Uccide un capriolo per farci un trofeo

Arcugnano – Brutto episodio ad Arcugnano, nei cui dintorni, nei giorni scorsi, è stato trovato il corpo di un capriolo con la testa tagliata. Un atto di bracconaggio insomma, per altro con il solo scopo di avere un trofeo, ovvero la testa dell’animale da appendere al muro. Viene spontaneo chiedersi che razza di gente sia quella capace di un atto così vile e meschino, oltre che inutile.

Quello che salta soprattutto all’occhio è l’atteggiamento di questo bracconiere, che ha lasciato la carcassa dell’animale in bella vista, sicuro forse di farla franca. Un impunito insomma… Ed è proprio su questa riflessione, sulla sicurezza dell’impunità, che pone l’accento un’associazione animalista, il Cabs, specializzata in azioni di repressione del bracconaggio, i cui volontari rivolgono un appello alle forze dell’ordine.

“Il ritrovamento nei pressi di Arcugnano del corpo di un capriolo privato della testa – scrive l’associazione in una nota -, non è grave per il solo atto di bracconaggio ma anche per il senso di impunità che deve aver contraddistinto il cacciatore di frodo, per quella sfrontata sicurezza di chi non teme neanche il ritrovamento delle evidenti tracce del misfatto. Questo deve far riflettere sui toni, spesso oltre le righe, che contraddistinguono talune sottovalutazioni del fenomeno del bracconaggio. Il Veneto è tra le regioni italiane dove più forti sono i contrasti tra chi sostiene certe tradizioni venatorie ed i protezionisti che, con continuità, hanno richiamato al rispetto delle norme di protezione della fauna, sia italiane che europee”.

“Rivolgiamo un appello alle forze dell’ordine – conclude il Cabs – affinché possa essere individuato il delinquente che ha capitozzato il povero capriolo. E’ probabile che in certi ambienti si sappia chi prepara crani di animali amputati”.

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