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Sanità, approvate le nuove schede ospedaliere

Venezia – La giunta regionale del Veneto ha approvato oggi le nuove schede ospedaliere che, sulla base del Piano sociosanitario, ridisegnano la dotazione di posti letto, reparti e primariati nel settore pubblico. Il sistema ospedaliero regionale, assicura Palazzo Balbi in una nota, potrà contare su un totale di 17.990 posti letto contro i 17.861 della precedente programmazione, quindi 129 in più.

I numeri generali sono in sostanziale aumento, spiega la giunta regionale, sia rispetto alla precedente programmazione del 2013, sia rispetto alla prima proposta inviata alla Quinta commissione del consiglio regionale, valutata dalla commissione con l’espressione del parere dopo approfondita discussione, e infine ritrasmessa alla giunta per l’approvazione finale di oggi. Generalizzato è anche l’aumento rispetto al tasso reale di occupazione dei letti monitorato costantemente nei cinque anni precedenti.

“Come abbiamo sempre garantito nonostante i catastrofismi fatti circolare a piene mani – sottolinea il presidente della Regione Luca Zaia – è stato cercato e trovato il giusto equilibrio tra i vari fattori che determinano le scelte in sanità: le reali necessità della gente, l’evoluzione delle condizioni di salute generali, lo sviluppo delle tecnologie, le normative nazionali non valicabili, le indicazioni e i suggerimenti arrivati dalla Quinta commissione e le esigenze e aspirazioni espresse dai territori”.

“Non ci sono stati né tagli né ridimensionamenti – ha aggiunto Zaia -, ma una rivisitazione delle dotazioni sulla base dei servizi da erogare per rispondere alle nuove esigenze di cura. Con il piano socio sanitario e queste nuove schede è stata data forma e sostanza alla sanità veneta dei prossimi anni, con l’obbiettivo di farla crescere. Forse qualcuno lo sperava, ma in Veneto nessuno rimarrà senza cure nè, tanto meno, morirà sulla porta di un ospedale”.

Soddisfatta anche l’assessore alla Sanità e sociale Manuela Lanzarin, che evidenzia alcune caratteristiche delle nuove schede. “Esse – dice – tengono conto di fattori generali fondamentali come l’aumento delle cronicità e dell’aspettativa di vita, il calo generalizzato in tutta Italia della natalità, l’ingresso di tecniche chirurgiche innovative che hanno diminuito fortemente l’invasività di molti interventi e, di conseguenza, la durata dei ricoveri, i paletto posti dal Dm 70/2015 nazionale, che è però datato e va rivisto come si sta già discutendo a livello nazionale, principalmente su iniziativa delle Regioni”.

“E’ inoltre significativo – aggiunge l’assessore – il dato di fatto che vede tutte le dotazioni assegnate per le aree medica, chirurgica, di terapia intensiva, materno infantile e riabilitativa sono superiori al tasso di occupazione medio degli ultimi cinque anni, il che significa che nessuno che ne abbia bisogno resterà senza il posto letto. Mi aspetto una grande efficacia anche dalla nuova organizzazione per le post acuzie e la riabilitazione, con i reparti di riabilitazione funzionale che sostituiranno progressivamente le lungodegenze, ma senza sospendere il servizio e l’assistenza nemmeno per un giorno, e con una valida dotazione dei posti letto nelle strutture intermedie”.

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