Breaking News
L'ex vicecancelliere austriaco Hans-Christian Strache (Foto: Christian Jansky - CC BY-SA 3.0)
L'ex vicecancelliere austriaco Hans-Christian Strache (Foto: Christian Jansky - CC BY-SA 3.0)

Scandalo Strache, obiettivo è la democrazia?

Venezia – La preoccupazione è trasversale: politologi di destra come di sinistra, analisti e intellettuali manifestano non poche preoccupazioni per quanto è accaduto dopo la diffusione, a poche ore dalle elezioni europee, di un video girato durante le vacanze natalizie del 2017 in un lussuoso appartamento di Ibiza. Le immagini mostrano l’ex vicecancelliere austriaco Hans-Christian Strache che parla con una sedicente nipote di un magnate russo di finanziamenti milionari al Partito della Libertà in cambio di futuri favori.

Si capisce che l’incontro era stata preparato da tempo, con precedenti abboccamenti: una trappola confezionata su misura e con tempi lunghi e risorse che solo una organizzazione di alto livello poteva ideare e realizzare. Potenze straniere? Multinazionali pronte a tutto pur di liberarsi di ogni ostacolo? Servizi segreti? Alta finanza e banche? Le ipotesi si sprecano. Ad iniziare dal Washington Post, ci si chiede chi e perché ha inviato alla stampa tedesco il filmato.

Colpiscono la tecnica e lo strumento messo in campo: una ripresa televisiva, prova inoppugnabile e comprensibile da tutti. Il cittadino rivede scene che le fiction gli hanno reso familiari, per cui capisce al volo contesto e trama. Non ha bisogno di ulteriori spiegazioni ed emette automaticamente il verdetto di colpevolezza. Perché questa scelta? Perché, poi attendere due anni? Perché non andare immediatamente dal magistrato?

In molti Paesi i magistrati non si fanno strumenti di altrui strategie e non si prestano ad un uso politico delle loro facoltà, procedura rifiutata anche dalla cittadinanza che si insospettisce per le invasioni di campo tra poteri soprattutto se in singolare coincidenza con momenti topici della vita sociale e politica. Chi ha organizzato il tutto, in realtà non voleva una inchiesta e un processo: voleva una condanna immediata, senza appello, in real time, come è avvenuto.

L’obiettivo reale non era Strache e la sua insostenibile leggerezza. Si voleva destabilizzare un Paese, far cadere un governo eletto legittimamente, alimentando disorientamento e sfiducia nelle Istituzioni democratiche, seminando dubbi e sospetti che sono un isolante capace di  separare e allontanare il cittadino dalla democrazia. Perché? Perché l’Austria? “Lectio difficilior potior” avrebbero consigliato gli antichi latini: in questi casi bisogna rifuggire da esemplificazioni e superficialità.

E’ possibile accettare in una Europa democratica una operazione di questo genere?  E’ possibile accettare che potenze straniere, potentati economici, alta finanza o servizi segreti possano ordire un vero e proprio golpe bianco e destabilizzare un Paese? La trappola scattata attorno ad Heinz-Christian Strache al governo di Vienna è stata micidiale: per due anni, il filmato è stato tenuto nel cassetto e tirato fuori nel momento opportuno, utilizzando due testate particolarmente importanti, “Der Spiegel” una delle riviste più influenti in Europa e la “Süddeutsche Zeitung”,  quotidiano altamente attendibile che non a caso hanno diffuso via web, cioè in tutto il mondo,  le immagini: urbi et orbi. Tutto è stato studiato nei minimi particolari. Si voleva gettare l’Austria nel caos o si è  alle prove generali di altre manovre?

Non si tratta di dire addio, per altro giustamente vista la sua superficialità, ad Heinz-Christian Strache: in gioco, e non solo a Vienna,  c’è la democrazia e la sovranità popolare, cioè il diritto di un popolo ad eleggere un governo e a giudicarlo sulla base di come gestisce il bene comune. Anche, se non soprattutto, quando il bene comune non coincide con gli interessi di potenze straniere, alta finanza, multinazionali, servizi segreti. E questa è una chiave di lettura alquanto inquietante, soprattutto in un Paese come il nostro che, dagli incontri di vip su nave Britannia in poi di cose strane ne ha viste fin troppe.

Roberto Ciambetti – Presidente del Consiglio regionale del Veneto

Un commento

  1. Non solo in Austria , ma pure nel nostro paese è diventata quasi una “consuetudine”, dai tempi di “mani pulite”, fino ad oggi, passando per la “Milano da Bere “ di “craxiana” memoria, al recente “bunga -bunga “, causa non secondaria della caduta dell’ultimo, in ordine di tempo, Governo Berlusconi, “ sparare a pallettoni mediatici” sulle maggiori testate giornalistiche e televisive, notizie di carattere investigativo, e/o indagini delle varie procure a carico di questo o quel personaggio politico. “Consuetudine” dicevamo, o almeno così appare agli occhi dei comuni mortali; all’avvicinarsi delle scadenze elettorali, siano esse a livello nazionale o europeo , incidentalmente emerge come conseguenza di indagini, di solito ancora a livello istruttorio, il volto peggiore della politica.In questo preciso istante il sistema mediatico si premura di veicolare tali notizie e qualche giorno dopo, ecco i primi sondaggi,che danno in calo di qualche punto percentuale quel Partito rispetto a quell’altro. Potremmo intravedere in questa operazione una sorta di “insider trading” politico. La similitudine potrebbe essere; l’insider trading locuzione;sta a significare, “ lo sfruttamento di
    informazioni non di dominio pubblico, la cui divulgazione avrà effetti nelle quotazioni di titoli, per effettuare operazioni in
    Borsa traendo vantaggio dalla loro conoscenza anticipata”. Se noi guardiamo alla “ Borsa” del consenso politico, e i partiti come attori borsistici, potremmo azzardare la similitudine nel valore del titolo equivalente al consenso, quindi crollo del consenso crollo del titolo. Nel concreto, ne deriva una predeterminazione del consenso, dovuto a forze esterne agli attori veri e propri dello scenario di una politica democratica . Un rimedio potrebbe essere costituito da un periodo di un mese “bianco” pre-elettorale, dove mantenere un silenzio stampa su specifiche indagini, proprio in concomitanza con scadenze elettorali.Cordialità
    Antonio Lanaro
    Torri di Quartesolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *