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Marano, una serata in uno slum di Nairobi…

Marano Vicentino – Stimolante serata, mercoledì 8 maggio, della rassegna “Non ci resta che leggere”, organizzata dall’assessorato alla cultura del Comune di Marano Vicentino e dalla locale biblioteca civica. L’appuntamento è per le 21, allauditorium comunale, dove gli stessi autori, Danilo Deninotti e Lucio Ruvidotti, presenteranno il libro “Lamiere. Storie da uno slum di Nairobi”, edito da Feltrinelli.

Nel volume viene proposta, in forma di graphic journalism, ovvero reportage a fumetti, la cronaca di un viaggio in uno slum di Nairobi, la capitale di uno dei paesi africani più avanzati, il Kenia, ma ancora caratterizzato da enormi contrasti sociali. E’ il viaggio in una baraccopoli dove sopravvive una popolazione abbandonata, aggrappata con orgoglio e disperazione alla propria umanità L’appuntamento è a ingresso libero.

“A Nairobi – spiega una nota di presentazione della serata – oltre la metà della popolazione abita nelle baraccopoli. Tuttavia, invece di raccontare le baraccopoli più estese, Daniele Deninotti, Giorgio Fontana e Lucio Ruvidotti hanno scelto Deep Sea: un luogo dalla povertà estrema, al di sotto della dignità umana, emarginato dal quartiere circostante e sottoposto a incendi e sfratti, ma con un fortissimo spirito di resistenza locale. Facendo base nel convento francescano di Nairobi, gestito da due frati in prima linea nella lotta alla povertà urbana e a due passi dallo slum, gli autori si sono uniti a una missione umanitaria dell’unica ong attiva a Deep Sea, Rainbow For Africa”.

“Il racconto, cronologico, si snoda per brevi capitoli in cui vengono esplorati temi come la condizione femminile, l’igiene, le malattie, lo stato dell’infanzia, l’economia di sussistenza, la politica informale, la fame, i rapporti sociali, la famiglia. Narrando le storie delle persone di Deep Sea, gli autori raccontano anche la storia delle loro reazioni ed emozioni. Perché il problema è locale, ma anche globale: con la progressiva urbanizzazione del pianeta, in qualche decennio, gran parte dell’umanità vivrà in luoghi simili. Un’opera di graphic journalism diventa così anche esplorazione interiore: uno sguardo verso il mondo e dentro se stessi”.

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