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La sanità veneta supera gli esami

Venezia – La sanità veneta gode di buona salute e supera la prova degli obiettivi posti dall’Istituto Sant’Anna di Pisa che anche quest’anno ha valutato le performance ottenute dal sistema sulla base di indicatori ben precisi. L’indicazione viene dai risultati del Network del Sistema di valutazione dei Sistemi sanitari regionali redatto dall’Istituto di management della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, presentati a Bari e riferiti al 2018. Riguardavano i sistemi sanitari di Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto.

Per quanto riguarda il Veneto, dei 292 indicatori di valutazione analizzati il 48,5% presenta un trend di miglioramento mentre il 19,6 % è stazionario. Sostanzialmente il 70% degli indicatori è quindi in miglioramento o con un trend stabile.

Tra i risultati positivi che spiccano, c’è la riduzione dei ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza: in Veneto ad esempio, best practice del Network, il tasso cala ulteriormente dai 111 ricoveri (per 10 mila residenti) del 2017 a 104 del 2018. Ottimo il risultato sui tempi di attesa per chirurgia oncologica, che va a migliorare ulteriormente il dato già buono del 2017: da 23,99 a 20,24 attesa media per ricovero per tumore, mammella 15,83, colon 14,41, retto 16,92, polmone 18,64, utero 18,41.

Buone performance anche per quanto riguarda i Lea medici e le patologie sensibili alle cure ambulatoriali, il tasso di ospedalizzazione pediatrico per asma, la copertura vaccinale per varicella, lo screening mammografico e della cervice uterina, il consumo di antibiotici in età pediatrica, gli ultra 75enni dimessi con accesso domiciliare entro i 2 giorni. Valutato positivamente anche l’impegno nell’ambito della ricerca.

Il progetto, che negli anni ha consentito di analizzare  e confrontare la capacità organizzativa dei sistemi sanitari, il miglioramento nella capacità gestionale dei medesimi e che ad oggi si compone di circa 400 indicatori monitorati, è andato integrando la classica struttura di restituzione dei risultati, tramite i tradizionali “bersagli” con quella dei “pentagrammi”, così da rappresentare anche la capacità di presa in carico dei sistemi, nelle patologie complesse e di offrire servizi in linea con i percorsi dei pazienti, in particolare nelle aree: oncologica, materno/infantile, cronicità, emergenza/urgenza.

Altro risultato eccellente si riscontra nel settore “stato di salute della popolazione” con miglioramento degli indicatori relativi all’adesione a stili di vita sani e la conferma degli altri parametri valutati in questa area, in cui la Regione Veneto non presenta alcuna “insufficienza ” e colleziona molti “verdi”.

Vale ancora la pena di citare, nell’area del “governo della cronicità” e dei servizi offerti alla popolazione cronica, il miglioramento di svariati indicatori di performance, in particolare: tasso di ospedalizzazione per diabete, la capacità di presa in carico dei pazienti over 65 anni in cure domiciliari. Inoltre aumenta l’appropriatezza nel ricorso alla ripetizione di indagini strumentali (percentuale di pazienti che ripetono risonanza magnetica entro 12 mesi). Opportunità di miglioramento sono segnalate per le giornate di degenza medica e chirurgica. Inoltre può migliorare la sezione sulla comunicazione dei siti web delle aziende sanitarie.

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