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Luigi Di Maio (Foto: Camera dei Deputati - CC BY-ND 2.0)
Luigi Di Maio (Foto: Camera dei Deputati - CC BY-ND 2.0)

Il Movimento 5 Stelle merita di più

Vicenza – Come al solito si fanno i pensieri sbagliati. Magari in buona fede, diciamo: onesti, ma sbagliati. L’istituzione di un capo politico per il Movimento 5 Stelle, di un segretario per intenderci, com’è negli altri partiti, poteva anche essere una buona idea. Ma un dittatore, quello no. E Di Maio dittatore lo è stato. Dice che ci aveva promesso di portare il M5s al governo, ma io e tanti altri non volevamo andare al governo. Avremmo voluto fare qualcosa per gli italiani, ma nelle condizioni migliori.

Al governo, poi, non ci voleva nessuno. Pd, Forza Italia e Lega avevano votato la legge Rosato per impedircelo. E quando Di Maio, con il 32 e passa per cento, stava lì sulla ribalta a prendersi le bordate dei ladroni che dicevano “chi ha vinto ha l’obbligo di governare”, forse si è fatto prendere la mano. Noi, non avevamo vinto, perché ci avevano rubato la vittoria per legge. E allora si è tenuto FI e Pd all’opposizione esterna e la Lega all’opposizione interna. E tra dentro e fuori l’hanno suonato ben bene.

Ora, dopo il disastro annunciato, cioè avendo sofferto una Lega irresponsabile del governo e intenta solo alla campagna elettorale contro il M5s…

Una Lega che ha impedito a Di Maio di essere presidente del consiglio, di avere Fraccaro come presidente della camera, una Lega lisciata dai giornali, pompata dai partiti di fuori, e protetta da quello di dentro, una Lega che si è opposta e ha annacquato tutti i provvedimenti pentastellati e ha osato anche dire che il M5s è il partito del No, una Lega che si è fatta fare gli unici due decreti per propaganda elettorale…

Ora, come al solito, le dirigenze del movimento ci vogliono rendere partecipi del disastro. Ora vogliono che diciamo un semplice sì e un semplice no al capo politico, alla segreteria Di Maio. E siccome in questo momento, un Salvini senza il suo sodale Di Maio si sentirebbe sentimentalmente svincolato dal contratto, potrebbe persino passare subito all’incasso prima che cali l’onda favorevole. E allora noi, subito a votare sì a Di Maio, per evitare la sciagura totale e perdere la maggioranza parlamentare.

Ma perché non ci ha fatto votare anche l’opportunità di un governo, l’apparentamento con la Lega, o un governo tecnico con l’accozzaglia degli altri partiti a sostegno? No, questo non ce l’ha chiesto. Invece ci chiede di essere responsabili, di votare a favore e continuare l’esperienza di governo con una Lega che minaccia ogni ora di far saltare il tavolo.

Beh, caro Di Maio, sei forse uno dei migliori ministri che abbia avuto la Repubblica, sei un fenomeno di ragazzo e un politico straordinario, ma lascia stare questi referendum su te stesso. Lavora insieme agli altri per rifondare la segreteria e l’ossatura del Movimento, modifica il contratto, dacci la proprietà di Rousseau, e smettila, tu e gli altri, di dire che abbiamo perso perché siamo poco presenti sui territori. Il consenso oggi viene da tutt’altra strategia, e purtroppo da altre e più penose ragioni.

Giuseppe Di Maio

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