Breaking News
La protesta dei dipendenti di Grancasa di Vicenza, domenica scorsa...
La protesta dei dipendenti di Grancasa di Vicenza, domenica scorsa...

Grancasa: “Il Gruppo lavora per la continuità”

Vicenza – “Nelle ultime settimane sono state pubblicate dagli organi di stampa, numerose notizie riguardanti la situazione aziendale del Gruppo Grancasa, in cui venivano annunciati esuberi di personale, procedure di licenziamento e trattative in corso con sigle sindacali e Ministero del Lavoro. Sono state, inoltre, diffuse informazioni errate e fuorvianti che ledono l’azienda stessa, provocandone effetti distorsivi e negativi della realtà”.

E’ quanto scrive in una breve nota, quest’oggi, direttamente dalla sua sede principale di Legnano, il Gruppo Grancasa, che anche a Vicenza in effetti è al centro delle cronache per possibili licenziamenti e per le proteste dei lavoratori dei suoi punti vendita nella nostra zona. Oggi dunque, ecco arrivare la voce dell’azienda, a “difesa dell’immagine del Gruppo, dei suoi dipendenti, fornitori e dell’intera comunità che ruota attorno ai punti vendita Grancasa…

L’azienda intende quindi chiarire che “sono state intraprese e attuate politiche aziendali atte al risanamento dell’azienda stessa, garantendone la continuità. E’ volontà di tutto il management – sottolinea il Gruppo Grancasa – procedere con le migliori strategie per poter salvaguardare una realtà aziendale che, negli anni, è diventata un punto di riferimento nel mondo dell’arredo e della casa in cinque regioni italiane”.

A Vicenza comunque, su 32 dipendenti, in 29 hanno aderito alla protesta, domenica 26 maggio, con un sit in (nella foto in alto) in appoggio allo sciopero dei lavoratori di Grancasa proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil su tutto il territorio nazionale.

“Sono 158 – ribadiscono i sindacati – gli esuberi decisi dalla proprietà dell’azienda, nove quelli previsti a Vicenza, che la parte sindacale vorrebbe scongiurare. E’ stato proposto anche un contratto di solidarietà per evitare di lasciare a casa commesse, caporeparto e magazzinieri. Ma la proprietà non ci sente”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *