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Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)
Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)

Caporalato, bene le intese ma valgano per tutti

Venezia – “Bene le intese per contrastare il caporalato e lo sfruttamento del lavoro, peccato però che la Regione se ne ricordi a giorni alterni: vogliamo infatti sottolineare ancora una volta come il bando di Azienda Zero per i servizi di portineria nella Ulss Berica sia stato vinto da una società che paga i propri dipendenti poco più di tre euro l’ora. Non sarà caporalato, ma è sicuramente qualcosa di simile”.

E’ quanto scrivono oggi in una nota i consiglieri regionali veneti del centrosinistra Cristina Guarda (Amp) e Stefano Fracasso (Pd), tornando sul protocollo siglato a Palazzo Balbi tra istituzioni, associazioni di categoria e sindacati per contrastare lo sfruttamento del lavoro in agricoltura.

“Un’iniziativa che va nella giusta direzione e che sottoscriviamo – sottolineano -, a cui però dovranno seguire azioni concrete, in modo che non restino solo parole come accaduto troppe volte. Ci lascia però perplessi questo modo di agire, perlomeno contraddittorio della giunta: se il caporalato, come dice Zaia, è una nuova forma di schiavitù che droga il mercato, perché si consente a un ente strumentale della Regione di promulgare bandi a condizioni simili? Il nuovo contratto per i lavoratori ex Rekeep ha significato salari ridotti del 30%, non riconoscimento della maggiorazione per il turno notturno, della quattordicesima e del buono pasto.”

“Sulla questione – ricorda Guarda – ho presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai consiglieri Fracasso e Sinigaglia, ormai a dicembre 2018, ma siamo ancora in attesa di una risposta da parte della Giunta Zaia”.

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