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Vicenza, le rovine BpVi in un “Romanzo impopolare”

Vicenza – Si intitola “Romanzo impopolare” il libro che sarà presentato lunedì 15 aprile a Vicenza, alle 18, presso la Biblioteca Bertoliana, e che dal giorno dopo sarà poi in vendita in tutte le librerie. Edito da Aviani & Aviani, è stato scritto da Cristiano Gatti e Ario Gervasutti, due giornalisti che si sono documentati su due milioni di pagine, tra atti giudiziari, verbali dei consigli di amministrazione, intercettazioni telefoniche, testimonianze personali, per raccontare compiutamente e senza pregiudizi una delle storie che hanno segnato l’ultimo decennio italiano, nel settore sensibile dell’economia e del sistema bancario.  In altre parole: splendori e rovine della Banca Popolare di Vicenza. Modera l’incontro un altro giornalista, Antonio Di Lorenzo.

“Adesso che la polvere del clamore sembra essersi depositata – si legge nella presentazione dell’incontro -, è possibile ripercorrere con occhi diversi questa incredibile vicenda. Ogni area d’Italia, ogni banca, ogni forziere ha un suo vissuto particolare, con situazioni, personaggi, dettagli diversi, ma ciascuna delle singole vicende incarna e riassume in definitiva, declinandola nel locale, la storia globale, la storia di un’epoca. Una come altre, una tra le altre, la Banca Popolare di Vicenza. Vale a dire una gloriosa Popolare, uno di quei monumenti legati al proprio popolo e alla propria terra. Un vero patrimonio identitario, economico e culturale, di un’area avanzatissima d’Italia, quale è il Nordest”.

Ario Gervasutti
Ario Gervasutti

“Quanto successo in questa terra di piccola e media imprenditoria, di avite attività familiari fondate sulla fatica, di orafi e di tessile, di mobili e di ceramiche, è affresco esemplare di quest’ultima notte italiana, cupa e lugubre, popolata di spettri e anche di povere vittime, durata a lungo, fino ai primi chiarori di un’alba lentissima. Tra sogni collettivi e ambizioni personali, tra azzardi espansivi e intrighi di estrema provincia, tra ottusità politiche e oscure trame internazionali, è in fondo il romanzo vero, il romanzo storico, che racconta di come un intero territorio e un’intera popolazione, con le loro energie migliori e i loro progetti coraggiosi, con i loro valori antichi e i loro slanci futuri, si siano ritrovati un giorno con il niente nelle mani. Con il forziere svuotato. Con la bistecca spolpata. E ancora adesso senza comprenderne i reali motivi”.

“Racconto di numeri e di regole, anche. Ma soprattutto racconto di umanità, con i suoi slanci e le sue debolezze, le sue intuizioni e i suoi errori, con decine di protagonisti e tanti comprimari, dalla Banca centrale europea a Bankitalia, dagli astuti dirigenti di corridoio agli spregiudicati faccendieri sempre pronti a prendere scorciatoie sull’orlo del precipizio. Dal piccolo risparmiatore di paese, colpevole a sua volta di analfabetismo economico, su su fino alle massime autorità europee, Romanzo impopolare racconta senza pregiudizi gratuiti e senza sentenze preconfezionate la fedele successione dei fatti, la reale importanza dei personaggi, con il ritmo e i colpi di scena tipici del thriller finanziario. Senza risparmiare niente a nessuno, senza accanirsi contro niente e nessuno”.

“Rivelando dialoghi rigorosamente veri e inediti, documenti mai pubblicati prima, che contribuiscono a costruire un quadro ben diverso da quello, semplicistico, raccontato fino ad oggi dalle cronache. Non un processo parallelo, ma un contributo fondamentale a comprendere ciò che realmente è successo e a capire perché, come clamorosamente suggeriscono anche le cronache di questi giorni, potrebbe succedere ancora”.

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